Primarie Pd: chi è Gianni Cuperlo

52 anni, il suo è il compito più scomodo tra i candidati alla segreteria: provare a tenere in vita la classe dirigente che ha traghettato il Pci fino al Pd.

Tra i contendenti alle Primarie Pd non c'è una posizione più scomoda di quella occupata da Gianni Cuperlo. Erede diretto di quella correntona della sinistra Pd che fa più o meno direttamente riferimento a D'Alema e che - con qualche eccezione - è abituata a dominare il partito, Cuperlo non è uno, come Pippo Civati o Gianni Pittella, che ha il futuro davanti o nulla da perdere. Perché il fatto di essere appoggiato da quella che è ancora la componente principale del partito non può che costringerlo a gareggiare sul serio. Per vincere. Eppure Cuperlo non ha chance; non contro Matteo Renzi.

Gianni Cuperlo, 52 anni da poco compiuti, si trova a essere il primo candidato della segreteria senza possibilità di conquistare la poltrona di segretario. Non è una bella posizione. La prima domanda che sorge è: perché non può vincere? Al di là del fatto che Matteo Renzi sembra essere senza rivali, a Cuperlo mancano due qualità fondamentali per ogni aspirante leader: la notorietà e il carisma. Senza queste due, non si va da nessuna parte. La seconda domanda allora è inevitabile: perché l'hanno candidato? Probabilmente proprio perché, essendo il rottamatore il predestinato di queste primarie, non c'erano pezzi grossi del partito pronti a immolarsi per la causa, e si è dovuto ripiegare sulle seconde linee. Altrimenti, per fare solo un nome, sarebbe stato molto meglio candidare uno come Stefano Fassina. Che pure, guarda caso, un pensierino ce l'aveva fatto.

Eppure questa poteva essere la grande occasione per un uomo che ha fatto all'interno del Pd e di tutte le sue precedenti incarnazioni la trafila completa. A partire dalla carica di segretario della FGCI e poi della Sinistra Giovanile (ovvero le organizzazioni giovanili di Pci prima e Pds poi). A lungo collaboratore di Massimo D'Alema e sempre tra i dirigenti di spicco di Pds-Ds-Pd. Ma a differenza di altri, si è sempre tenuto alla larga dalla visibilità mediatica. E d'altra parte questo è un aspetto che va decisamente d'accordo con la sua fama di intellettuale un po' snob (ma anche lui ha dovuto cedere alla dittatura del profilo Twitter).

A 27 anni è segretario nazionale della Fgci, nel periodo, siamo nel 1988, in cui tra i giovani comunisti militavano Nichi Vendola, Franco Giordano, Nicola Zingaretti, Andrea Cozzolino. Eletto segretario con ampio consenso, già allora era caratterizzato dai tratti che ancora oggi gli appartengono: la capacità di articolare discorsi lunghi e mai banali e la mancanza di carisma. Due caratteristiche che tra loro non vanno molto d'accordo.

Nel frattempo il Pci si trasforma in Pds, e lui passa "tra gli adulti", legando con Massimo D'Alema. È in questo periodo che entra a far parte della cerchia stretta del lider massimo, con il ruolo, anche, di speechwriter. Pochi anni dopo, nel 1996, è Cuperlo uno dei principali organizzatori del congresso dell'Eur, all'interno del quale campeggia uno slogan scelto da lui: "Il futuro entra in noi molto prima che accada”, citazione del poeta Rainer Maria Rilke. Così come fu sua l'idea di usare "La Canzone Popolare" di Ivano Fossati come inno del primo Ulivo di Romano Prodi.

Nel '97 prova a tenere le redini della Bicamerale di D'Alema e Berlusconi, che fallisce e causa la fine del periodo dalemiano alla guida del partito. Pochi anni dopo, si ritrova alla Fondazione ItalianiEuropei creata proprio dall'ex segretario. Il suo periodo sembra finito, visto che torna nel partito nel 2001 come responsabile comunicazione ma non lega con Fassino (come prima non aveva legato con Veltroni); nel 2006 non riesce a farsi eleggere alla Camera (ma riesce a subentrare), mentre nel 2008 gli va bene al primo colpo così come nel 2013.

Di sé dice cose interessanti, come riporta un articolo de L'Espresso:

"Ricorda il film "Amadeus"? Lì Mozart è un giocherellone, talento puro, ma al fondo poco interessante. Io mi sono sempre identificato nel rivale, in Antonio Salieri... Sì, mi affascina Salieri con i suoi tormenti, la sua impossibilità di essere il numero uno".

Ecco, detto da uno che è candidato dell'area che ha praticamente sempre dominato nel Pd - e cioè quella che ha avuto la tessera del Pci in tasca - non è un buon segno. Ma forse è anche il momento che la classe politica che ha costretto la sinistra a continue sconfitte impari a perdere anche all'interno del partito. Dispiace solo che Cuperlo, ultimo segretario dei giovani del Pci, sia anche l'uomo scelto per siglare l'estinzione della classe dirigente che ha traghettato il Pci fino al Pd. "La mia generazione è quella dei traslochi, decisi quasi sempre dagli altri".

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