Cessione Telecom. Letta riferisce martedì, Grillo: «Rinunciamo alla Tav»

Bernabè riferisce in Senato


All’indomani del passaggio di controllo di Telecom Italia agli spagnoli di Telefonica il governo, pur non opponendosi all’operazione, sta pensando a un intervento per scorporare la rete.

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, è intervenuto alla trasmissione “La Telefonata” di Belpietro: La rete telefonica è strategica e come tale lo scorporo dovrà avvenire. La rete dovrà essere italiana e pubblica. Erano già in corso discussioni e progetti, per la separazione tra la proprietà e la gestione della rete. Lo abbiamo già fatto per Terna e per Snam, ognuno si assuma le sue responsabilità.

Proprio sul tema dello scorporo della rete è stato chiamato a riferire davanti alla Commissione Lavori pubblici del Senato il presidente della compagnia italiana Franco Bernabè, che ha spiegato di aver appreso della cessione solo a cose fatte.

Abbiamo avuto conoscenza ieri dalla lettura dei comunicati stampa della recente modifica dell'accordo parasociale tra gli azionisti di Telco. Telefonica diventerà azionista di riferimento di una società che resterà quotata con circa l'85% del capitale sul mercato, comprese le azioni risparmio.

Il premier Enrico Letta si mantiene cauto: “Guardiamo, valutiamo, vigileremo sul fronte occupazionale, ma bisogna ricordare che Telecom è una società privata e siamo in un mercato europeo”. Il presidente del Consiglio ha poi sottolineato che “capitali europei potrebbero aiutare Telecom a essere migliore rispetto a come è stata in questi 15 anni”, ricordando che la privatizzazione della compagnia telefonica "non è stata tra le più fortunate".

Decisamente diversa la presa di posizione del M5S. Secco il commento sul blog di Beppe Grillo. Il comico propone al governo di rinunciare alla Tav per evitare la cessione di Telecom.

Un disastro annunciato da un saccheggio continuato, pianificato e portato a termine con cinismo di quella che era tra le più potenti, innovative e floride società italiane. Un’azienda quotata a 4 euro è precipitata a 0,61 euro. Ha quasi azzerato il suo valore. Il danno che deriva all'Italia dalla perdita di Telecom Italia è immenso. Il governo deve intervenire per bloccare la vendita a Telefonica con l'acquisto della sua quota, è sufficiente dirottare parte dei miliardi di euro destinati alla Tav in Val di Susa che neppure il governo francese vuole più. Subito dopo va avviata una commissione di inchiesta parlamentare per accertare le responsabilità e gli eventuali guadagni illeciti.

Intanto, il premier Letta è atteso per riferire in parlamento martedì prossimo.

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