Il senatore Giovanni Barozzino (Sel) reintegrato in Fiat: "Percepisce la Cig"

Reintegro con mistero per il senatore metalmeccanico di Sel Giovanni Barozzino

Alle elezioni del 25 febbraio scorso è stato eletto al Senato, nelle liste di Sinistra Ecologia e Libertà, Giovanni Barozzino, uno dei tre operai della Fiat - Sata di Melfi (Pz), licenziati dall'azienda "ingiustamente" nel 2010 con l'accusa di aver bloccato un carrello in uso da alcuni operai non aderenti ad uno sciopero.

Barozzino, con i suoi colleghi Lamorte e Pignatelli, venne in seguito messo in Cassa integrazione in attesa del verdetto della Corte di Cassazione, che il 31 luglio ha disposto il reintegro dei tre operai: proprio ieri Barozzino e colleghi si sono presentati in Fiat a Melfi per le visite mediche ed ottenere informazioni sulla ripresa del lavoro (presumibilmente da lunedì), accolti calorosamente dai colleghi dello stabilimento.

Una battaglia principe per la Fiom-Cgil, sindacato del quale i tre fanno parte, divenuta quasi un simbolo politico, che ha contribuito anche a lanciare l'operaio Giuseppe Barozzino fino a palazzo Madama, nell'11esima Commissione permanente lavoro e previdenza del Senato: ieri sono stati riattivati i badge degli operai ed assegnati loro i turni, nel rispetto di un provvedimento che ha fatto molto discutere seppur si incardinasse nel più basilare rispetto dei diritti dei lavoratori.

“La Fiom ringrazia i lavoratori, i delegati, i legali, l'opinione pubblica e i media che in questi tre anni hanno manifestato il loro sostegno e la loro attenzione in questa brutta vicenda che, come dimostrano le sentenze, nasceva da un comportamento antisindacale messo in campo da Fiat, e non da un comportamento scorretto dei lavoratori. [...] Il rientro dei tre iscritti Fiom sarà importante anche perché aiuterà a porre con forza il tema del futuro produttivo e occupazionale della Sata di Melfi."

ha dichiarato in una nota Michele de Palma, coordinatore nazionale per la Fiom-Cgil del Gruppo Fiat. Ora Barozzino dovrà decidere se il suo destino sarà operaio o politico: il senatore infatti non ha ancora presentato alla sua azienda la domanda di aspettativa, come previsto in caso di elezione in un organo parlamentare, ed è dunque stato richiamato al servizio.

Lo stesso senatore ha comunicato l'intenzione di riunirsi nei prossimi giorni con la Fiom ed i legali che lo hanno assistito proprio per prendere una decisione in merito.

Nel frattempo però, come fatto notare dal Segretario Generale della Fismic (Sindacato autonomo metalmeccanici e industrie collegate), Roberto Di Maulo, il senatore ha continuato ad incassare la cassa integrazione:

"[...] la Fiat non ha mai ricevuto la domanda di aspettativa per incarichi istituzionali e quindi, attualmente, il senatore Giovanni Barozzino riceve contemporaneamente, ormai da sette mesi, lo stipendio di senatore della Repubblica e l’indennità di cassa integrazione."

si legge in un comunicato stampa della Fismic.

"Scorrettezza" sindacale o reale scandalo?

Vero è che Fismic è una sigla certamente in buoni rapporti con l'azienda, tanto da aver annunciato proprio ieri un'alleanza (che è una vera e propria fusione) con l'Associazione quadri FIAT, ma altrettanto vero è che la richiesta di aspettativa elettorale di Giovanni Barozzino, in Fiat-Sata, non s'è vista.

La risposta dell'interessato non si è fatta attendere, anche se in verità non dissipa dubbi, anzi:

"La Fismic dovrebbe sapere che ho devoluto sempre in beneficenza quanto ricevuto finora. E’ una scelta fatta con i miei legali, perché tutto fosse fatto secondo la legge."

ha dichiarato lo stesso senatore operaio all'Ansa ieri, appena uscito dallo stabilimento. La trama si infittisce: è allora vero (per indiretta ammissione) che il senatore Barozzino abbia percepito la Cig negli ultimi 7 mesi, contestualmente al lauto stipendio da senatore, il quale avrebbe optato per la soluzione "beneficenza" per le eccedenze.

Sarebbe però interessante sapere, trattandosi di soldi pubblici per il quale il Governo ha fatto salti mortali pur di stanziarne il rifinanziamento, a quale ente benefico sono stati devoluti i denari della cassa integrazione di Giovanni Barozzino; altrettanto interessante sarebbe conoscere i motivi giuridici che hanno spinto il senatore a procrastinare la richiesta di aspettativa fino a 7 mesi (in generale questa si presenta immediatamente dopo l'elezione al seggio parlamentare). Se è vero, come ricorda il segretario regionale Fiom Basilicata Emanuele de Nicola, che occorre avere un quadro chiaro della realtà prima di fare illazioni, altrettanto vero è che le parole di Barozzino hanno chiarito la sua posizione, ponendo però nuovi interrogativi.

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