Vendita Telecom, il Copasir lancia l'allarme: "La sicurezza nazionale è a rischio"

Attraverso la compagnia telefonica passano tutte le nostre comunicazioni, anche quelle più riservate. Si parla di un intervento del governo per scorporare le infrastrutture. Ma perché nessuno ci ha pensato prima?

Nella vicenda della vendita di Telecom agli spagnoli di Telefonica saltano fuori dei risvolti inaspettati e che riguardano niente meno che la sicurezza nazionale. L'allarme lo lancia il Copasir (comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica) attraverso il suo presidente Giacomo Stucchi: "La rete Telecom è la struttura più delicata del Paese, attraverso cui passano tutte le comunicazioni dei cittadini italiani ed anche quelle più riservate. Questa vendita pone seri problemi di sicurezza nazionale".

Gli interlocutori di Stucchi in questa situazione sono due. Da una parte c'è Giampiero Massolo: il direttore del dipartimento delle informazioni di Telecom ha fatto sapere che nelle prossime ore invierà un'informativa su quali possano essere effettivamente i possibili rischi per la sicurezza nazionale, "trattandosi di un'infrastruttura strategica come le rete Telecom". Dall'altra parte c'è invece, ovviamente, il governo, che per voce del ministro Franceschini fa sapere che "se il Copasir chiederà al governo un'audizione, andremo ovviamente a riferire".

La questione riguarda soprattutto la rete di telefonia, che deve rimanere italiana. Ma visto che del possibile scorporo, e della separazione delle infrastrutture di Telecom in una società ad hoc, si parla da mesi - senza contare che è da circa un anno che imprenditori esteri cercano di mettere le mani sulla compagnia telefonica - com'è possibile che nessuno abbia pensato prima a questo problema non poi così irrilevante?

E adesso, che cosa si può fare? Un paio di soluzioni sono al vaglio da parte del governo, che in questo frangente dovrà assumersi l'onere di salvaguardare una compagnia italiana privata ma il cui business ha risvolti di pubblica sicurezza. Il viceministro per le Comunicazioni Catricalà fa sapere che la separazione societaria si può imporre per legge, mentre ovviamente non si può prendere in considerazione un esproprio senza indennizzo. Più praticabile forse la strada a cui pensa il ministro dell'Economia Saccomanni: "C'era un lavoro per adattare la norma che consente di intervenire per tutelare gli interessi strategici anche per le società non controllate dalla Stato. Questi lavori saranno accelerati".

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