Decadenza Berlusconi: l'ultima chance del Cavaliere

I tempi stringono, per il leader del Pdl resta solo la speranza di far cadere il governo e conquistare la maggioranza. Ma il pallino è nelle mani di Napolitano.

In tutta la trafila della decadenza di Berlusconi, di ultime possibilità e di giorni decisivi ne abbiamo visti parecchi. Solo che poi la linea oltre la quale sarebbe successo il disastro (che sia la caduta del governo o l'addio alla poltrona da senatore del Cavaliere o nessuna delle due è una questione di punti di vista) veniva spostata sempre più in là. Ma ormai i tempi stringono, e anche all'interno del Parlamento le possibilità di spostare le scadenze hanno un limite.

Limite che, a questo punto è evidente, non potrà andare oltre ottobre: venerdì 4 ottobre si riunisce la giunta per le immunità, che entro domenica al massimo voterà la decadenza di Berlusconi. A quel punto non si potrà tergiversare più di un mese prima che sia l'Aula a votare la "cacciata" del Cavaliere. E visto il modo in cui sia il Pd sia Napolitano (che ieri ha dato alle stampe un comunicato durissimo) stanno riuscendo contro ogni previsione a tenere duro, il voto è abbastanza scontato (mai dire l'ultima parola, tanto più che il voto è segreto). A quel punto, basta, la decadenza sarà definitiva e il leader del Pdl non potrà più sedere in Parlamento.

Ed è proprio per questo che Berlusconi ha accelerato così tanto sulla strada della crisi di governo. Che sia un bluff o meno, una sola cosa è certa: forzare la mano il più possibile a Napolitano fino a costringerlo a sciogliere le camere (inevitabile se non si trova una maggioranza alternativa) è l'unico modo rimasto al Cavaliere per salvarsi. La ragione è semplice: tutti i passaggi che portano Berlusconi a dover lasciare il suo seggio devono essere ratificati dal voto in Senato, sia la decadenza che l'interdizione dai pubblici uffici che dovrebbe essere decisa entro il 15 ottobre.

L'ultima chance rimasta a Silvio Berlusconi è quindi quella di far cadere il governo e sperare che non si formi una maggioranza alternativa: in questo modo il Senato non riuscirà a votare né decadenza, né interdizione. A questo punto il Cavaliere si tufferà anima e corpo nella campagna elettorale per la sua nuova-vecchia creatura (Forza Italia), nella speranza di conquistare la maggioranza e poter votare interdizione e decadenza da una posizione di forza. Votando contro, ovviamente. In tutto questo, il pallino è in mano a Napolitano: il potere di sciogliere le camere ce l'ha solo lui.

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