Direzione Pd, via libera al regolamento del Congresso: primarie l'8 dicembre

La direzione del Pd approva il regolamento del Congresso: si parte il 24 novembre

Una direzione lampo quella del Partito Democratico: appena un'ora per decidere il via libera al regolamento per il Congresso nazionale, che si terrà il 24 novembre e si concluderà con le primarie democratiche dell'8 dicembre (data confermata): il testo sulle regole del congresso ha ottenuto la quasi unanimità (unico astenuto Nico Stumpo).

Alla riunione nella sede di via del Nazareno a Roma erano presenti anche Matteo Renzi e Gianni Cuperlo (nessuna dichiarazione dei due), due dei candidati alla guida del Partito democratico: le candidature a segretario potranno essere presentate fino all'11 ottobre.

Entro il 6 novembre si terranno i congressi provinciali e di circolo, poi si partirà con la fase nazionale che avrà il via il 24 novembre prossimo e, dal 25, vedrà la presentazione delle liste (una per candidato):

"Abbiamo perso troppo tempo dietro alle regole ma le regole sono la sostanza della democrazia. Sono felice che il congresso si possa svolgere entro l'anno, anche se avrebbe aiutato un minor carico di sospetti."

ha commentato il segretario del Pd Guglielmo Epifani, che ha auspicato anche la convocazione permanente della direzione del partito. Stefano Bonaccini, segretario del Pd Emilia Romagna, renziano, è stato invece incaricato di guidare i lavori della commissione congresso: Bonaccini ha spiegato, all'uscita dalla sede del Pd, che la quadratura del cerchio sulle regole del congresso è stata trovata proprio ieri, dopo il via libera di Civati e Pittella:

"Pur non potendo apportare modifiche allo statuto del Pd abbiamo recepito le raccomandazioni votate sabato scorso in Assemblea e abbiamo tracciato la road map."

Nessun via libera dunque per la modifica più discussa, sulla quale il disaccordo tra le varie posizioni era oramai divenuto insanabile: nessuna separazione tra segretario e candidato premier, almeno per ora.

Le liste per le candidature alle primarie dovranno essere sottoscritte da almeno il 10% dei componenti dell'assemblea nazionale uscente oppure da un numero di iscritti compreso tra i 1.500 e 2.000 distribuiti in non meno di cinque regioni, appartenenti ad almeno tre delle cinque circoscrizioni elettorali per il Parlamento europeo. E in caso di crisi di governo e urne imminenti? A spiegare eventuali provvedimenti alternativi è stato Davide Zoggia:

"Se ci fosse una precipitazione delle cose, la direzione deciderà per il meglio. E’ l’organo che può decidere se modificare qualcosa."

Alle primarie potranno partecipare tutti gli iscritti del Pd e coloro i quali sottoscriveranno un documento in cui si attesta di riconoscersi nella proposta politica del partito e di volerlo sostenere alle elezioni.

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