Rapporto sul clima: Legambiente "Siamo al punto di non ritorno"

"Il messaggio è chiarissimo. Ormai siamo in un'emergenza planetaria. Al punto di non ritorno. Bisogna agire subito".

L'Ipcc dopo sei anni lo mostra al mondo

"Siamo al punto di non ritorno". Mauro Albrizio, di Legambiente, commenta così il rapporto dell'Ipcc (Intergovernmental panel on climate charge) sui cambiamenti climatici, presentato a Stoccolma in sintesi per i politici. "Il messaggio è chiarissimo. Ormai siamo in un'emergenza planetaria. Al punto di non ritorno. Bisogna agire subito".

Albrizio prosegue all'Ansa: "Siamo su una traiettoria che ci porta ben oltre i due gradi centigradi di surriscaldamento del Pianeta. E la colpa di questo è indicata al 95 - 100 per cento nell'uomo. La cosa più interessante è che questo rapporto è stato controllato nei giorni scorsi, parola per parola, dai governi della Terra. Ora serve azione, sia a livello Ue che a livello mondiale".

Legambiente conclude: "Il primo appuntamento è a Varsavia a novembre alla Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sul clima, dove è necessario mettere a punto una road-map che porti a chiudere un accordo a Parigi nel 2015 che coinvolga tutti i Paesi e che tenga conto delle indicazioni dell'Ipcc. Non c'è più dibattito, la scienza ha detto che siamo al punto di non ritorno".

Ci ha messo sei anni l'Ipcc per redigere il documento. Tra i dati più interessanti, il forcing radiativo (ovvero l'energia extra che arriva ogni secondo su ogni metro quadrato del pianeta a causa dell'effetto serra): nel 2007 era stimato in 1,6 W//m², ora si colloca a 2,29 W/m², oltre il quadruplo dei valori del 1950. Al forcing non contribuiscono solo CO2, CH4 e N2O, ma anche i CFC e gli aerosol, in particolare il black carbon, che ha un impatto assai più elevato di quanto si pensasse.

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