Turchia: lunedì il pacchetto di democratizzazione pro - curdi

Negli uffici pubblici sarà permesso parlare in lingua curda, non saranno più vietate le lettere Q, W e Z.

Lunedì presenta il pacchetto di democratizzazione

Lunedì il premier turco, Recep Tayyip Erdogan, renderà noto il pacchetto di democratizzazione che darà più libertà al popolo curdo e alle altre minoranze del Paese. Le misure sono state messe a punto dal governo un paio di settimane fa: "Sono il risultato di un processo durato 11 anni, ma non ne rappresentano la fine, non stiamo parlando di matematica o geometria, ma di un processo sociale e politico in itinere".

I media turchi hanno provato a dare delle anticipazioni. Per esempio: negli uffici pubblici dovrebbe essere ammesso l'uso del curdo, verrà liberalizzato l'uso delle lettere Q, W e X, proibite dalla fondazione della Repubblica turca perché usate in curdo. Niente abbassamento dell'alta soglia di sbarramento elettorale (10 per cento) e il diritto all'istruzione in lingua madre.

Erdogan ha negato che l'annuncio del pacchetto sia legato al processo di pace in corso con gli autonomisti curdi del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), iniziato a novembre, che potrebbe porre fine al sanguinoso conflitto nel sud-est del paese che ha fatto dal 1984 più di 40 mila vittime. Tuttavia il pro-curdo Partito della democrazia e della pace (Bdp) ha chiesto più volte al governo passi avanti decisivi nel processo di democratizzazione.

Secondo il quotidiano Hurriyet, queste misure permetterebbero al governo di Erdogan di recuperare le credibilità perduta con la pesante reazione alle manifestazioni a difesa del Parco Gezi; rappresaglie che hanno fatto molti morti e messo in luce la brutalità delle forze di sicurezza turche.

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