Il Cdm sospende la "manovrina": aumento dell'Iva confermato il 1 ottobre

Enrico Letta chiederà un chiarimento in Parlamento. E una nuova fiducia. Arriva la stangata dell'Iva.

Aggiornamento 27 settembre, 22:58 - Nonostante la bozza di decreto contenente, tra le altre misure, lo stop fino a gennaio dell'aumento dell'Iva al 22% fosse pronta, il Consiglio dei Ministri ha congelato "la manovrina" rimandando tutto a dopo il voto di fiducia del Parlamento, probabilmente martedì: il 1 ottobre l'Iva aumenterà.

Il Consiglio dei Ministri è stato piuttosto teso, riferiscono fonti da palazzo Chigi, e non sono mancati gli scontri, anche duri, tra i membri del governo: Franceschini ed Alfano in particolare si sono punzecchiati piuttosto duramente sulla questione giustizia, da inserire nella discussione sulla fiducia secondo il vicepremier e da non confondere con i problemi personali di Silvio Berlusconi secondo il ministro il quota Pd.

E così si è materializzata quella "velata minaccia" che il premier Enrico Letta aveva prefigurato settimane fa, quando dichiarò che senza il governo da lui presieduro Imu ed Iva sarebbero state una certezza per gli italiani:

"La sospensione di provvedimenti anche rilevanti di natura fiscale ed economica è dovuta all'impossibilità di impegnare il bilancio su operazioni che valgono miliardi di euro senza la continuità dell'azione di governo."

Nessun merito sulle misure del decreto insomma, ma tutta sostanza politica: senza maggioranza e placida tranquillità non si va avanti e Letta mostra i muscoli alla grande coalizione. Le reazioni politiche non si sono fatte attendere, quel "rumore di fondo" costante che tutto fagocita senza restituirne nulla, con Schifani e Fassina che rimpallano la responsabilità dei fatti tra Pd e Pdl.

Aggiornamento 27 settembre, 21:30 - Secondo quanto trapela da Palazzo Chigi il Consiglio dei Ministri non riterrebbe la sussistenza delle "condizioni" necessarie per varare e sottoporre al Parlamento la cosiddetta "manovrina", il decreto imposte che tratta anche l'annosa questione dell'aumento dell'Iva. Se ne riparlerà solo dopo la fiducia parlamentare.

"In questa situazione di chiarimento da precrisi, non ci sono le condizioni per la manovrina ipotizzata. Se ne riparlerà dopo il chiarimento parlamentare"

Questa, secondo fonti di Palazzo Chigi citate dalle agenzie stampa, sarebbe la posizione condivisa dell'esecutivo che, a questo punto, si presenterà in aula la prossima settimana per chiedere la fiducia al Parlamento. Una mossa, quella del governo, che mette "in scacco", in un certo, senso entrambe le Camere.

Aggiornamento 27 settembre, 20:40 - Il clima di tensione continua porterà Enrico Letta, secondo quanto trapelato dal colloquio con Napolitano e più in generale dalla giornata di oggi, a porre un aut-aut all'intero parlamento: "Cosi è, se vi pare".

Si potrebbe dunque utilizzare un tema pirandelliano per descrivere ciò che ha in mente in primo ministro, che già lunedì (ma più probabilmente martedì) vorrebbe recarsi in Parlamento per chiedere una verifica della maggioranza tramite un voto di fiducia. Una richiesta di chiarimento "inequivoco" che sarebbe condivisa anche dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano.

Le "tensioni insostenibili" causate in particolare dalla mancata separazione del piano di governo dalle vicende personali di Berlusconi continuerebbero, ha lamentato Letta, a minare l'attività dell'esecutivo e la credibilità del paese. Nonostante l'apertura, a fine giornata, di Fabrizio Cicchitto sulla tenuta del governo (i ministri del Pdl non sarebbero "toccati" dallo scatenarsi di dimissioni dei membri del Parlamento fedeli a Berlusoni) anche i ministri del Pd avrebbero raggiunto una comune posizione di "verifica".

Secondo l'Ansa invece, che cita fonti del Pdl, in casa Berlusconi le carte sono oramai quasi sparigliate:

"I ministri del Pdl fanno sapere che non si va da nessuna parte se dal chiarimento si esclude la questione giustizia."

Aggiornamento 27 settembre, 19:48 - Il Presidente Napolitano avrebbe dato il suo plauso per un chiarimento sulla tenuta del governo in Consiglio dei Ministri, chiarimento che andrà alla resa dei conti delle camere la settimana prossima: probabilmente già martedì Letta sarebbe determinato a chiedere un voto di fiducia.

"Nell'incontro c'è stato il pieno consenso da parte del presidente della Repubblica sul percorso che il presidente del Consiglio gli ha rappresentato intendendo seguirlo in sede di Consiglio dei ministri stasera e successivamente, a breve in sede di Parlamento."

Si legge in una nota del Quirinale.

Aggiornamento 27 settembre, 19:26 - Enrico Letta ha appena lasciato il Quirinale per dirigersi verso Palazzo Chigi in vista del Consiglio dei Ministri di questa sera.

Al culmine della convulsa giornata di oggi il primo ministro Enrico Letta è salito al Colle per il tanto agognato incontro con il Presidente Napolitano: nell'arco della giornata di oggi, il Presidente del Consiglio è atterrato a mezzogiorno di oggi di ritorno dal Canada, Letta ha incontrato i leader di tutta la maggioranza di governo per fare il punto della situazione sulla tenuta dell'esecutivo.

Il presidente del Consiglio ha consultato Alfano, Epifani e Monti mentre dalle 18 il ministro Franceschini sta presiedendo un vertice con tutti i ministri del Pd, in vista del Cdm che si terrà alle 19.30.

Letta, poco prima di recarsi a colloquio con Napolitano, ha chiesto un chiarimento a tutte le forze politiche,

"che dovrà avvenire al più presto, in Parlamento, e dovrà essere senza se e senza ma."

L'incontro con Napolitano è la prima tappa prima di avviare il percorso di chiarificazione con il governo e la maggioranza: Enrico Letta si è detto fortemente deluso, anzi piuttosto rabbioso, dell'atteggiamento delle forze politiche, prese da battibecchi poco edificanti e prese di posizione che, durante la sua assenza, avrebbero nuovamente mostrato un Paese fragile.

Anche lo zio Gianni Letta, storico braccio destro di Silvio Berlusconi, si è recato al Quirinale.

Il Consiglio dei Ministri, previsto per le 19.30, tratterà anche l'annosa questione Iva, che si paventa rinviata a gennaio a fronte di un innalzamento delle accise sui carburanti.

(in aggiornamento)

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