Si avvicinano le grandi riforme di papa Francesco

Ottobre caldo in Vaticano quello di quest'anno: si apre con l'incontro degli otto cardinali preposti alle riforme e continua con l'arrivo del nuovo Segretario di Stato monsignor Parolin.

Si avvicinano le grandi riforme di papa Francesco

Con l’avvicinarsi del mese di ottobre, giungono due momenti importanti per la vita della chiesa cattolica: il primo ottobre, infatti, si riunirà la commissione degli otto cardinali voluta da papa Francesco per la riforma della Curia vaticana e il 15 dello stesso mese inizierà il suo lavoro di Segretario di Stato, monsignor Pietro Parolin mettendo definitivamente fine all’era di Tarcisio Bertone.

Per quest’ultimo evento si è parlato da più parti della vittoria della diplomazia in talare: con Parolin, infatti, la diplomazia – che per secoli ha contraddistinto la Curia vaticana e che era stata messa alla porta nell’ultimo periodo – torna al centro e ci si augura che non si debba più assistere in futuro ai tristi teatrini cui siamo stati spettatori in questi anni, da Vatileaks all’autoassoluzione di Bertone nel santuario siracusano della Madonna delle Lacrime, situazione un po’ grottesca.

La riunione degli otto saggi di papa Francesco non giungerà certamente come un fulmine a ciel sereno. Oltre a essere stata programmata da molti mesi, tale summit è stato preceduto da tutta una serie di riforme messe in piedi da Bergoglio che, come ben sappiamo, è partito da un impegno in prima persona nel riformare la Curia e gli apparati superflui del papato, con una semplicità che tanto piace a una certa stampa (e a un certo tipo di blog, diciamolo pure) che però non è capace di cogliere la valenza di alcuni azioni semplici e si sofferma sul mero episodio rendendolo stucchevole.

Come ben sappiamo papa Francesco ha istituito commissioni di inchiesta per valutare la situazione del Vaticano, soprattutto per quel che riguarda lo IOR; ha fatto nomine – alcune eclatanti come quella del nuovo Segretario di Stato, mentre altre, pur importanti, hanno fatto meno rumore –; ha impostato un nuovo modo di porsi in mezzo alla gente (come faceva papa Luciani) che lo fa molto amore ma che gli permette anche di muoversi liberamente e portare avanti un progetto di riforma che, al punto in cui siamo, non sappiamo quali effetti avrà (non dimentichiamoci che stiamo parlando di un’istituzione bimillenaria e gli effetti non possono certo giudicarsi in termini di pochi giorni o mesi), ma quel che è certo li avrà.

All’orizzonte di tutto, c’è quell’esclamazione che ha fatto immediatamente il giro del mondo, pronunciata da papa Francesco il 16 marzo 2013 in occasione dell’incontro con i rappresentanti dei media di tutto il mondo:

Ah, come vorrei una Chiesa povera e per i poveri!

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