Silvio Berlusconi scatenato su Facebook

Berlusconi prendere la parola su Facebook e si scatena spiegando i motivi della sua decisione e sperticandosi in commenti positivi sul suo operato e la sua persona.

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Silvio Berlusconi oggi è senza freni. Nel giorno del suo 77esimo compleanno e poche ore dopo aver provocato una crisi di Governo in un momento in cui l'intero Paese è in crisi, l'ex premier sfrutta Facebook, filo diretto coi suoi seguaci, e spiega perché ha fatto quello che ha fatto - far dimettere i cinque ministri del Pdl e dare l'avvio a questa crisi già ampiamente annunciata.

I motivi, dice lui, sono molteplici e hanno anche a che vedere con l'imminente decisione a proposito della sua decadenza da senatore:

Abbiamo avuto il nostro maggior alleato, il PD, che si vergogna di stare in un governo "contro natura" e che per bocca di tutti i suoi esponenti di vertice annuncia l’intenzione di buttare fuori dal Parlamento il leader del partito alleato, violando la Costituzione. In questo modo assecondano gli istinti della loro base, nutrita da venti anni nell’odio contro di me e pensano di chiudere una partita che dura dal 1994.
Abbiamo pazientemente offerto soluzioni a ogni livello istituzionale per evitare di fare precipitare la situazione. Non ci hanno voluto ascoltare.

Da qui la decisione di chiedere ai ministri Pdl - Alfano, Quagliariello, De Girolamo, Lupi e Lorenzin - scelta che ha scatenato dissenso da una parte all'altra del Paese, anche tra le fila dello stesso partito che a questo punto sembra sull'orlo di una spaccatura.


Il messaggio si rivolge poi ai tanti che non credono in questa decisione e si spertica poi nella difesa dell'operato di Berlusconi. Della serie: ecco cosa ho fatto fino ad oggi, adesso dovete fidarmi di me e delle mie scelte:

A loro dico di non credere a coloro che da vent’anni hanno bloccato le nostre riforme per cercare di eliminarmi dalla scena politica. Sono gli stessi che oggi mi dicono di non anteporre me stesso al bene dell’Italia. Ciò non è mai stato in discussione per me e per la mia forza politica, in tutti questi anni.
Noi siamo quelli che negli anni Novanta hanno salvato i governi della sinistra quando non avevano maggioranza sulla politica estera. Noi siamo quelli che hanno voluto Monti, Bonino, Prodi in posizioni di vertice in Europa, perché italiani. Noi siamo quelli che non abbiamo mai lavorato all’estero contro il governo italiano quando eravamo all’opposizione. Noi siamo quelli che due anni fa hanno votato contro l’arresto di un senatore del PD, nello stesso giorno in cui loro votavano per far arrestare un nostro deputato, che fu peraltro scarcerato dopo alcune settimane. Noi siamo quelli che hanno voluto il governo Monti e il governo Letta, sperando potesse essere un governo di riforme e di pacificazione.

Poi uno spiraglio per il futuro del Paese:

Se il governo proporrà una legge di stabilità realmente utile all’Italia, noi la voteremo. Se bloccheranno l’aumento dell’Iva senza aumentare altre tasse noi lo voteremo. Se, come si sono impegnati a fare, taglieranno anche la seconda rata Imu, noi voteremo favorevolmente. Noi ci siamo e ci saremo su tutte le altre misure utili, come il rifinanziamento della cassa integrazione, delle missioni internazionali, il taglio del cuneo fiscale.

E sempre a proposito del futuro del Paese, dice lui, spiega che non ha intenzione di farsi da parte. Per il bene dell'Italia, ovviamente:

Per come si sono messe le cose darei semplicemente il mio avallo a una situazione di democrazia dimezzata, dove non il popolo ma i magistrati politicizzati decidono chi deve governare, dove i governi sono fatti dai giornali-partito e dalle gazzette delle procure e le leggi riscritte a colpi di sentenze.
Non sono sceso in campo per questo; non ho messo a repentaglio una vita di lavoro, di successi e di sacrifici per lasciare in queste condizioni il mio Paese.
Per questo ritengo mio dovere continuare a restare in campo, per offrire una alternativa ai poteri non democratici - perché non eletti dal popolo - che loro sì irresponsabilmente vogliono mettere in ginocchio il nostro Paese.

Il messaggio è chiaro, ma gli utenti di Facebook si stanno già scatenando, tra un tanti auguri e un buon compleanno stanno arrivando una valanga di insulti e manifestazioni di odio, oltre a tanti inviti a farsi da parte e lasciare ad altri il compito di occuparsi del Paese. Questo messaggio, però, non gli è chiaro.

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