Legge elettorale, Grillo attacca Letta sul Mattarellum. Giachetti: "Enrico, non ci siamo"

Sul blog Beppe Grillo attacca Letta: "Mente sul Mattarellum". Riprende il tragico bailamme sulla legge elettorale

Il diretto interessato in materia di legge elettorale, quel Roberto Giachetti del Pd che propose la mozione alla Camera per tornare al Mattarellum, sostenuto da 100 deputati democratici scomparsi nel nulla al momento del voto in una percentuale del 99%, ha risposto sia alle teorie di Letta sulla sua mozione, esposte ieri sera da Fazio, sia al post di Grillo di questa mattina.

Affermando di aver letto superficialmente la proposta pentastellata per una nuova legge elettorale, e definendola "peggiore del Porcellum", Giachetti mette i puntini sulle "i" e da ragione a Grillo, quando questi addita le parole di letta come menzognere:

"[...] i fatti purtroppo parlano chiaro: quando più di quattro mesi fa 100 deputati di quasi tutti i gruppi misero a disposizione del Parlamento la possibilità di passare dalle parole ai fatti, cioè di cancellare il Porcellum, Letta chiese al Pd di votare contro quella mozione, ponendo sostanzialmente una questione di fiducia; il Pd si sottomise a quella richiesta e quella mozione fu votata solo da Sel, dal Movimento 5 stelle, dal deputato PDL Martino e dal sottoscritto. Questi sono i fatti. [...] Il 28 maggio vi erano le condizioni per farlo e se non lo si è fatto è perché Letta, Franceschini, Finocchiaro e vertici del PD non hanno voluto. La conseguenza, temo di non sbagliarmi, è che torneremo a votare con questa legge o con una peggiore senza aver per lo meno garantito quello che tutti gli italiani si attendono: scegliere i propri rappresentanti. Ed i primi responsabili di questo siamo noi."

Una precisazione forte, netta, quella del deputato Pd (che in virtù delle sue battaglie nonviolente per l'abolizione del Porcellum ha quasi rischiato "il posto" in questa tornata elettorale), che ricorda ai dirigenti del suo partito le chiare responsabilità di quel voto.

Legge elettorale, Grillo attacca Letta sul Mattarellum: "Bugiardo"

Questa mattina, in un post pubblicato poco dopo le nove, anche il capopopolo Beppe Grillo ha detto la sua sulla "crisi" di governo, traendo spunto dall'intervista al primo ministro Enrico Letta andata in onda su Rai3 da Fabio Fazio: il tema, caro tanto al comico quanto (pare) al Presidente del Consiglio è la legge elettorale chiamata Porcellum, da cancellare per ripristinare, ha affermato ieri Letta, il Mattarellum.

Uno scontro frontale quello aperto dal comico, scatenato dalla frase clou pronunciata da Letta durante l'intervista:

"Il mio partito è stato sempre favorevole al Mattarellum, Grillo vuole il proporzionale o il Porcellum, il PdL non vuole il Mattarellum: ci vuole consenso riguardo la legge elettorale."

Il comico, accusando il primo ministro (non a torto a dire la verità) di essere un bugiardo auspica l'intervento del Presidente della Vigilanza Rai Roberto Fico il quale, da buon pentastellato, impiega poco più di un'ora per rispondere su Facebook alla chiamata del leader:

"Enrico Letta ieri ospite di Fabio Fazio ha mentito agli italiani. Ha affermato di essere a favore del Mattarellum e che il ritorno a quella legge elettorale non è stato possibile per colpa di Grillo.

Cerchiamo di ristabilire i fatti. La verità è un'altra. Ma il premier l'ha nascosta ed alterata. Non ha spiegato ai telespettatori che è stato il Pd a impedire il ritorno al Mattarellum non sostenendo la proposta di un suo deputato, Giachetti, che andava invece in quella direzione.

E' stato quindi proprio il Pd a bocciare la mozione Giachetti e Letta fu tra i primi a votare contro. A testimoniarlo ci sono gli atti della Camera.

Solo il Movimento 5 Stelle votò compatto a favore di quella mozione appoggiando il ritorno al Mattarellum."

Questi, in sintesi, i fatti recenti, cui lo stesso Letta ha risposto con un altro post su Facebook:

"[...] La mozione Giachetti è stata contestata – nel metodo, non nel merito – dal PD perché focalizzava l’attenzione (e precipitava il confronto) solo sulla legge elettorale, mentre il dibattito urgente e necessario doveva riguardare l’intera materia delle riforme istituzionali per il cambiamento dell’articolo 138 della Costituzione. Dunque, in prospettiva, non solo il sistema di voto, ma anche, tra l’altro, la riduzione del numero dei parlamentari e il superamento delle storture causate dal bicameralismo paritario. [...]"

Il 29 maggio scorso la Camera aveva bocciato l'ormai famosa "mozione Giachetti" presentata dal deputato Pd e vicepresidente della Camera Roberto Giachetti, che proponeva l'abrogazione del Porcellum ed il ritorno alla legge Mattarella, una battaglia che il deputato porta avanti da oltre un anno: due scioperi della fame, 35 giorni il primo e 123 giorni il secondo, il rischio di finire nelle liste dei "cattivi" da non candidare del Pd (salvato per il rotto della cuffia), una battaglia che ha anche isolato lo stesso Giachetti all'interno del suo stesso partito, come denunciato in un'intervista a La Zanzara:

"In 123 giorni di sciopero della fame contro il Porcellum ho ricevuto una telefonata da Alfano e messaggi da Fini e Napolitano e niente dal mio segretario Bersani, qualche motivo ci sarà...Sicuramente non ho ricevuto grandi apprezzamenti nè da Bersani nè da altri nel partito. Non è arrivata una parola nemmeno sul piano umano."

La posizione di Giachetti non è cambiata e la battaglia, nuovamente eletto, è tornata prepotentemente in aula, questa volta con la speranza viva di far passare la propria mozione per il ritorno al Mattarellum: la proposta, firmata da altri 100 deputati democratici, alla prova del voto fu bocciata: 400 “no”, 139 “sì” e 5 astenuti.

Giachetti, il 28 settembre, annuncia nuovamente battaglia:

"Assistiamo a ciò che era prevedibile. 4 mesi fa la mozione era prepotente. Sto ancora in silenzio. Ma non x molto. Presto riprende la lotta."

Il fuoco dalle fila del Pd, in occasione di quel voto, fu feroce, più ideologico che politico considerando il sostegno dato alla mozione dai deputati M5s e Sel (che, in blocco, votarono favorevolmente): quando Grillo scrive che anche Letta votò contro ha ragione.

La posizione di Letta si aggrava ulteriormente se si vanno a ripescare alcune dichiarazioni da primo ministro, proprio in materia di legge elettorale: il ritorno al Mattarellum era stato auspicato dal premier già in occasione del primo voto di fiducia al suo governo e ribadito più volte nel corso degli ultimi mesi. La posizione del Pdl invece l'aveva resa chiara Daniela Santanchè in agosto:

"Oggi dal presidente del Consiglio Letta al Meeting mi sarei aspettata che parlasse di riforma della giustizia, invece ho sentito parole sulla legge elettorale. Io credo che gli italiani non mangino con la legge elettorale, c’è invece bisogno di provvedimenti in materia di economia, di abolire l’Imu perchè la prima casa è sacra e di aiutare i giovani a trovare lavoro."

Insomma, la sensazione è che la questione non è tanto "il metodo" della mozione Giachetti, ma proprio "il merito" della legge elettorale, che sembra evidente non interessi a nessuno, almeno tra le persone preposte a pensarla, redigerla e votarla: dal 2005 il Porcellum è la norma che regola le elezioni in Italia, la stessa norma che ha prodotto le storture democratiche ed elettorali delle quali gli italiani sono totalmente assuefatti. Nel 1993 il referendum meno rispettato della storia d'Italia mostrò come gli italiani gradissero un sistema elettorale uninominale maggioritario su modello anglosassone: dopo 20 anni (venti anni) assistiamo ancora a rimpalli di responsabilità su un tema che è la linfa vitale della democrazia di questo paese.

Se la osserviamo sotto questo punto di vista non è tanto "il berlusconismo" degli ultimi 20 anni quanto "la partitocrazia" della seconda repubblica ad aver fatto un sonoro "crack".

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