Crisi di governo. Alfano e i ministri dimissionari contro Il Giornale: no al metodo Boffo

Botta e risposta tra i dissidenti Pdl e il direttore Sallusti


Mentre Palazzo Chigi ufficializza le "dimissioni irrevocabili" dei 5 ministri Pdl, i suddetti ministri si trovano al centro di un fuoco incrociato. Se da un lato gli ex alleati di governo li definiscono irresponsabili, dall'altro gli stessi compagni di partito non hanno gradito le espressioni di dissenso che Alfano, Quagliariello, Lupi, De Girolamo e Lorenzin hanno espresso con diverse sfumature nelle scorse ore: si è andato da Alfano che si è definito "diversamente berlusconiano" (qualsiasi cosa voglia dire) a Quagliariello, Lupi e Lorenzin che hanno annunciato l'intenzione di non entrare nella nuova Forza Italia.

Parole che, a dispetto delle dimissioni appena ufficializzate, sono costate ai cinque malcapitati un duro editoriale da parte de Il Giornale, a firma del direttore Alessandro Sallusti, che come di consueto detta la linea dei falchi. Nell'editoriale, Sallusti paragona i distinguo degli ormai ex ministri a quelli di "quel genio di Gianfranco Fini", per usare le sue parole. Accennando quindi con la delicatezza che gli è consueta che i 5 sono sul punto di tradire.

Ne è seguita una dura nota data alle agenzie dai cinque dimissionari, che parlano di "metodo Boffo":

Se pensa di intimidire noi e il libero confronto dentro il nostro movimento politico, si sbaglia di grosso. Se intende impaurirci con il paragone a Gianfranco Fini, sappia che non avrà case a Montecarlo su cui costruire campagne. Se il 'metodo Boffo' ha forse funzionato con qualcuno, non funzionerà con noi che eravamo accanto a Berlusconi quando il direttore de Il Giornale lavorava nella redazione che divulgò la notizia dell'informazione di garanzia al nostro presidente, durante il G7 di Napoli, nel 1994.

Non vanno per il sottile, Alfano & co., a rinfacciare a Sallusti di essere tra i corresponsabili della fuga di notizie che, nel 1994, costrinse Berlusconi alla sua prima (e più grande) figuraccia internazionale ricevendo un avviso di garanzia mentre riceveva i capi di stato stranieri nel G7 italiano.

Arriva a stretto giro di posta la replica di Sallusti, che si definisce "allibito" e a sua volta dice di non essere intimorito e ricorda la sua vicenda giudiziaria che lo ha portato agli arresti (domiciliari):

Neppure io ho paura, ho già pagato con la detenzione squallide minacce alla libertà di espressione

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