Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica

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Stop a Maroni e al governo: l’Europarlamento dice no alle impronte digitali dei bambini rom. Maroni: “Sono indignato, rattristato e ferito”. Frattini: “E’ un voto politico. Ed è la dimostrazione che solo il governo Berlusconi e il Ppe difendono la sicurezza dei cittadini e i diritti dei più indifesi”. Veltroni: “E’ una nuova dura sconfitta del governo Berlusconi, sempre più isolato in Europa”. Jacques Barrot: “Bisogna aiutare i rom, non stigmatizzarli”.

Il nostro commento. Il Parlamento europeo c’è. E in seduta plenaria a Strasburgo ha approvato la risoluzione dei gruppi del Pse, Verdi, liberaldemocratici e Sinistra europea che boccia le misure di emergenza nei campi nomadi italiani, con 336 voti a favore, 220 contrari e 77 astenuti. In pratica la Ue ha detto “no” alle impronte digitali dei rom, inclusi i bambini, perché sarebbe una schedatura etnica. Giusta scelta, che dimostra la “improvvisazione” del ministro Maroni e del governo, cui questa bocciatura non fa certo bene sul piano politico e su quello dell’immagine. Però la sinistra fa male a gridare vittoria. Il governo italiano ha “esagerato”, avanza spesso con il passo dell’elefante, forza, non è attento alle mediazioni politiche. Però ha messo il dito nella piaga dei campi illegali, dove non c’è igiene o standard di sicurezza e dove un alto numero di bambini rom muore per incidenti domestici. Non solo. Il governo ha anche detto con coraggio che una parte dei rom e dei residenti nei campi nomadi rappresenta un problema per la sicurezza dei cittadini italiani. Sono anche incubatoi di illegalità. E’ questo è pura verità. Ma non sarebbe ora di lasciar da parte le ideologie e gli schieramenti e, almeno su temi così, trovare un accordo pensando solo al bene degli italiani?

Roberto Maroni: “C’è stata una evidente strumentalizzazione di una parte del Parlamento europeo. In Italia ci sono mille campi nomadi dove non ci sono solo rom, ma anche extracomunitari. Per sapere chi c’è dobbiamo fare un censimento finalizzato a garantire la salute, la scolarizzazione e l’inserimento sociale delle persone che lì vivono. Amato e Minniti, loro sì, avevano decretato l’emergenza per i rom”.

Walter Veltroni
: “E’ una sconfitta politica del governo che procede sempre a testa bassa. Il commissario Barrot non si è fidato delle parole di Maroni. Se il governo darà nuove rassicurazioni sul rispetto dei diritti, valuteremo e ci comporteremo con serietà e senza pregiudizi”.

Andrea Ronchi: “Il voto di oggi è una delle pagine più buie della storia delle istituzioni europee”.

Mario Mauro: “E’ la ennesima dimostrazione di chi sta da una parte e chi sta dall’altra, chi difende i cittadini onesti e operosi e chi i trasgressori e i delinquenti. Noi del Pdl e FI stiamo con i primi”.

Claudio Fava: “Sinistra democratica esulta perché la risoluzione di censura contro l’ordinanza del ministro Maroni denuncia l’irrimediabile anomalia del governo Berlusconi”.

Mario Borghezio: “E’ la classica vittoria di Pirro. Maroni ha pieno diritto di andare avanti in questa azione coraggiosa e di alto valore civile e morale, sicuro del consenso della stragrande maggioranza degli italiani”.

Vittorio Agnoletto: “E’ un grande risultato che difende i diritti umani e condanna una schedatura razzista”.

Gianni Alemanno: “ L’iniziativa di Maroni ha il fine di garantire i doveri degli adulti e tutelare i bambini. Non si vuole schedare nessuno. C’è stato un equivoco, una sorta di forzatura”.

Giusto Catania: “Hanno partecipato anche decine di parlamentari del Ppe, che con la loro astensione sul voto finale, rendono ancor più isolato Berlusconi in Europa”.

Arci: “Con soddisfazione vediamo crescere la mobilitazione culturale e politica contro quello che abbiamo definito razzismo di stato. Evidentemente le nostre iniziative hanno avuto un riscontro politico adeguato”.

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