Che cos'è e che poteri (non) ha il Consiglio Europeo

A furia di sentire dire che il Consiglio Europeo in corso a Bruxelles ha il compito di salvare l'Europa, magari ci siamo immaginati che abbia poteri pazzeschi. Che con una decisione forte e rivoluzionaria possa ribaltare i destini del Vecchio Continente. Che chissà che delibere con effetto immediato scaturiranno dall'incontro/scontro tra Monti, Merkel e gli altri. Ok, e quindi quali sono questi poteri pazzeschi? Il sito ufficiale dell'Unione Europea spiega:

Il Consiglio europeo ha una duplice funzione: definire gli orientamenti e le priorità politiche generali dell'UE e gestire questioni complesse o delicate che non possono essere risolte a livello di cooperazione intergovernativa.

Sebbene influenzi l'agenda politica dell'UE, non può approvare atti legislativi.

In pratica il Consiglio Europeo non ha veri e propri poteri, il suo ruolo è quello di "definire gli orientamenti e le priorità politiche" e di "influenzare l'agenda". Quello che ne può uscire è, tanto per cambiare, una bella dichiarazione d'intenti. Niente di diverso dai mille incontri, vertici bi e trilaterali che si sono susseguiti negli ultimi anni.

D'altra parte è un po' paradossale che il destino della UE sia nelle mani di un organo che è diventata un'istituzione ufficiale solo nel 2009 e che fu creato nel 1974 come sede informale di discussione tra i leader europei, (capi di stato per le repubbliche presidenziali o semi, capi di governo per monarchie e repubbliche parlamentari) a cui partecipano anche il presidente della Commissione e il presidente del Consiglio Europeo, al momento rispettivamente José Manuel Barroso e Herman Van Rompuy, al suo secondo mandato.

Ma le apparenza a volte ingannnano: nonostante sia, per scelta e per natura, uno strumento flessibile e informale, il Consiglio Europeo ha assunto ormai un ruolo fondamentale tra le istituzioni europee, avendo dato, tra le altre cose, un impulso fondamentale al passaggio alla fase definitiva del mercato comune, al sistema monetario, l'elezione diretta del parlamento e altro. Decisioni che si sono dimostrate vitali per il proseguio dell'avventura europea e tutte prese nel corso dei 2 vertici semestrali per regolamento in programma a Bruxelles. Ai quali si possono però aggiungere Consigli straordinari senza data fissa (nel primo semestre del 2012 se ne sono tenuti già quattro).

Che, nonostante sia ormai un'istituzione ufficiale, il Consiglio Europeo mantenga ancora una veste abbastanza informale lo dimostra anche il sistema di voto, basata sul metodo del consensus, per evitare difficilissime decisioni all'unanimità. Il consensus è l'approvazione di una determinata risoluzione senza una votazione formale attraverso la formula "C'è qualche obiezione? Se no, è così approvato". Per alcuni specifici temi sono previste però votazioni all'unanimità o a maggioranza.

Il Consiglio Europeo nato per evitare le lungaggini burocratiche oggi e domani avrà il compito di salvare l'Europa dal baratro. Ma le decisioni (sempre che ci siano) che verranno prese, dovranno essere meno vaghe e indicative del solito, per affrontare prima la reazione dei mercati e poi... le lungaggini burocratiche delle istituzione europee "più" ufficiali.

Foto | © TM News

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