Don Gelmini senatore anticlericale?


«Laggiù, in Vaticano, [...] c'è il migliore paradiso possibile, quello dei ricchi e dei potenti. Rigetto il concetto del Vaticano come centro religioso: è un centro politico, qualche volta ambiguo e fuorviante. Altra cosa è la chiesta di Cristo. Altra cosa è la fede. Gli intrallazzi non sono fede. Bisogna tornare a Cristo, non al cesaro-papismo. Siamo arrivati al punto in cui parliamo più del papa che del Cristo».

Nessuno si sorprenderebbe se queste fossero parole di un esponente radicale, di Umberto Bossi o di un suo seguace («la Chiesa pensi a imitare Gesù che diceva di andare per il mondo a piedi nudi, invece di stare nei palazzi a mangiare e bere e a fare magari qualcosa altro», tuonava il senatùr il 4 settembre 1997).

Ma a parlare così è addirittura «un santo», come lo definirono Forza Italia e Daniela Santanché. Si tratta di don Piero Gelmini, già condannato nel 1971 a 4 anni di reclusione per truffa, adesso imputato in un processo per abusi sessuali a danni di minori e da qualche giorno non più don, dopo l'accoglimento da parte del Papa della sua domanda di riduzione allo stato laicale.

Foto: Flickr

Le scottanti considerazioni di Piero Gelmini sul Vaticano sono riportate da Repubblica di lunedì 3 marzo. Ma non bastano.

A esse si accompagna infatti anche un'affascinante suggestione: una possibile candidatura al Senato della Repubblica, ancora tutta da definire. «Non so cosa farò», avrebbe risposto Gelmini a una precisa domanda in merito. «So che se servisse per la mia comunità, per i miei ragazzi, lo farei».

Ma quale partito potrebbe ospitare Piero Gelmini nelle proprie liste? Il Partito Democratico sicuramente no, visto che non candiderà pregiudicati e imputati di procedimenti penali in corso.

Forse il Popolo delle Libertà, che ha annunciato anch'esso di non voler candidare condannati e imputati ma ha aperto le porte a generose eccezioni, a partire già dal numero 1, il leader Silvio Berlusconi. Di cui peraltro è nota la strettissima vicinanza con Gelmini.

Esclusa la candidatura con la Sinistra Arcobaleno per evidenti ragioni ideologiche, una soluzione potrebbe essere l'Unione di Centro, che candida imputati eccellenti come l'ex Presidente della regione siciliana Totò Cuffaro e non ha dichiarato alcun pregiudizio contro imputati e condannati.

Resta da capire quale può essere l'appeal di Piero Gelmini verso l'elettorato italiano.

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