Pacco bomba alla Stampa, Napolitano scrive una lettera: "Snaturata la protesta No Tav"

Il Presidente della Repubblica esprime solidarietà al giornale torinese e condanna le "violenze di stampo terroristico".

Giovedì sera Massimo Numa, giornalista de La Stampa che si occupa di tutto ciò che riguarda il movimento No Tav, ha ricevuto un plico con dentro del materiale esplosivo che sarebbe stato innescato inserendo una chiavetta usb in un computer. Non è la prima volta che il giornalista riceve minacce, ma in questo caso la vicenda ha assunto dimensioni maggiori e più preoccupanti, tanto da richiamare l'attenzione del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che è voluto intervenire sul caso scrivendo una lettera al quotidiano.

Il Capo dello Stato, indirizzandosi al direttore de La Stampa Mario Calabresi, esprime la sua solidarietà al destinatario della missiva e a Massimo Numa e dice di condividere l'appello fatto dal sindaco di Torino Piero Fassino e anche quello del Procuratore Caselli che ha parlato di una

"escalation di violenza che dalle cose si trasferisce sulle persone e che caratterizza gli «obbiettivi criminali delle frange estreme» cresciute ai margini del movimento No Tav snaturandone ogni legittimo profilo di pacifico dissenso e movimento di opinione"

Napolitano ha poi ricordato di avere di recente avuto modo di parlare con il Commissario Virano che gli ha fatto notare

"l'accrescersi dell'impegno di coloro che - Sindaci e cittadini - hanno originariamente dato vita a quel movimento"

e ammette di condividere il richiamo al

"superamento di ogni tolleranza e ambiguità nei confronti di violenze di stampo rimai terroristico"

La lettera di Giorgio Napolitano a La Stampa si chiude poi con un elogio nei confronti dei magistrati e delle forze dell'ordine che sono a lavoro nella zona della Val di Susa, "tormentata" per la questione della Tav tra proteste e scontri sempre meno pacifici.

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