Concorsi universitari truccati: 35 docenti indagati tra cui 5 "saggi" di Letta

Usavano un linguaggio in codice parlando latino e citando Shakespeare.

Siccome sono tutti professoroni esperti dei diversi rami del diritto, per comunicare tra loro senza essere scoperti dagli agenti che li stavano intercettando utilizzavano un linguaggio colto e forbito, ricco di citazioni latine e riferimenti a personaggi di Shakespeare, come il fantasma di Banquo, ucciso da Macbeth, metafora della coscienza sporca.

Nonostante questo, gli investigatori hanno capito tutto e hanno trovato anche un nome adeguato per l'indagine: "Do ut des", uno scambio di favori tra potenti professori universitari. Gli indagati sono in tutto 35 e colpisce il fatto che tra di loro ci siano cinque dei cosiddetti "saggi" della commissione per le riforme voluta da Enrico Letta per ripensare la Costituzione. Si tratta di Augusto Barbera dell'Università di Bologna, Beniamino Caravita di Toritto dell'Università La Sapienza di Roma, Giuseppe de Vergottini dell'Università di Bologna, Carmela Salazar dell'Università di Reggio Calabria, Lorenza Violini dell'Università di Milano.

Tutto comincia con un'inchiesta del 2008 della Finanza sull'università telematica Giustino Fortunato di Benevento che era diventata una vera e propria succursale dei baroni di Bari. Da lì sono cominciate le intercettazioni e il numero dei docenti coinvolti si è esteso. Quello è l'anno in cui con le nuove regole introdotte da Maria Stella Gelmini poteva sembrare più difficile truccare i concorsi perché veniva introdotta una Commissione unica nazionale che doveva giudicare i concorsi banditi da tutte le università e di cui facevano parte professori inseriti in uno speciale albo e di volta in volta sorteggiati. Ma in barba al sorteggio, il sistema di scambio di favori era talmente ampio e basato su un legame di "reciproca lealtà" che i concorsi risultavano ugualmente truccati e il vincitore si conosceva da broda dell'uscita del bando.

Tra i professoroni coinvolti nell'inchiesta che è nelle mani della Procura e della Finanza di Bari, coordinata dal pm Renato Nitti, c'è anche l'ex garante della Privacy Francesco Pizzetti, che però si è detto estraneo a questo sistema perché dal 1998 non fa più parte delle commissioni dei concorsi. Nell'indagine è stata segnalata anche Anna Maria Bernini, ex ministro per le Politiche europee, coinvolta in un concorso da ordinario di Diritto Pubblico Comparato nell'Università Europea di Roma.
De Vergottini, come Pizzetti, dice di non far più parte di commissioni dal 1999 e di essere fuori ruolo dal 2009, mentre Caravita di Toritto ha ammesso, attraverso i suoi avvocati, di aver ricevuto un avviso di proroga e di essere stato perquisito, ma si professa estraneo a ogni accusa.

I reati ipotizzati sono associazione a delinquere, corruzione, falso, truffa aggravata. Le università coinvolte sono quelle di Bari, Trento, Sassari, Milano Bicocca, Lum, Valle d'Aosta, Roma Tre, Europea di Roma.

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