Ore 12 - L'alternativa "comunista" di Rifondazione porta nelle fauci del Cav


Non si smuove dalle sue granitiche certezze, il segretario del Prc Paolo Ferrero: “Solo l’alternativa di sinistra può fermare in Italia il populismo della destra”.

E’ vero, Ferrero non è Grillo, non vuole uscire dall’euro, ma solo ricontrattare l’Europa. Come farlo con la deriva dell’antipolitica, la crisi dei partiti, in sella un governo tecnico sotto ricatto del Pdl, un parlamento di nominati, un Pd indeciso e pronto a sbiadirsi ulteriormente con l’abbraccio di Casini?

La storia pare proprio non insegni nulla. Dov'è finito il realismo togliattiano? Ferrero propone una federazione di forze di sinistra. Di fatto, il modello è quello latino americano: fronti, alleanze come lo sono Izquierda unita spagnola, Syriza e il Front.

Comunque sia, l’obiettivo è costruire in Italia una sinistra antiliberista con modalità di partecipazione e allargamento oltre quelle dei partiti. “Proponiamo un polo della sinistra e a settembre una grande manifestazione contro Monti e il suo governo”.

Questa è la ricetta di Rifondazione comunista. Più che una svolta in grado di attirare gli elettori italiani pare la solita minestra riscaldata scodellata allo sparuto gruppo di nostalgici del sol dell’avvenire.

Una strada stretta che porta diritto nella bocca del lupo. Cioè nelle fauci del Cav.

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