Nikólaos Michaloliákos: chi è il leader di Alba Dorata


Nelle ultime settimane si è fatto un gran parlare del partito neonazista greco Alba Dorata. Sarebbe troppo lunga da ricostruire la genesi della formazione di estrema destra ellenica, bisognerebbe forse partire dal periodo della dittatura dei colonnelli. Fortunatamente possiamo consigliarvi un valido strumento di approfondimento. E' da poco uscito in libreria il libro di Dimitri Deliolanes (corrispondente della televisione pubblica greca): ALBADORATA, edizioni Fandango Libri.

Dalla lettura del saggio potrete farvi un'idea molto precisa di come sia nato il movimento nazional-socialista ellenico, di quali siano stati i suoi ambigui rapporti con la polizia, l'esercito e il partito conservatore al governo Nuova Democrazia. Inoltre troverete nel testo una valida riflessione inerente alla diffusione di panico sociale, idee razziste e retorica nazionalista in Grecia, a partire dallo scoppio della crisi economica.

Oggi, facendo ricorso alla lettura del libro di Deliolanes, cerchiamo semplicemente di fornirvi qualche informazione sulla biografia del leader di Alba Dorata: Nikólaos Michaloliákos.

Nato nel'57, si laurea in matematica presso Università nazionale capodistriana di Atene. La sua attività politica incomincia molto presto, a 16 anni, quando entra nel movimento 4 agosto di Konstantinos Plevris. Nel'74 viene fermato dalla polizia per aver rotto qualche vetro dell'ambasciata britannica, durante una manifestazione di protesta contro l'invasione turca di Cipro.
Nel 1976 arrivano i primi problemi con la giustizia. In quell'anno, un gruppo terrorista di sinistra uccise un torturatore della dittatura da poco caduta: l'ufficiale Evangelos Mallios. Michaloliákos partecipò alle esequie, insieme ad altri nostalgici dell'epoca dei colonnelli (erano presenti anche neofascisti italiani), e aggredì alcuni giornalisti presenti. Tale "intemperanza" gli costò alcuni mesi di carcere preventivo, fino a quando fu ammesso all'Accademia militare. La sua pratica allora venne misteriosamente accantonata e dopo 5 anni i reati caddero in prescrizione.

Nel luglio'78 fu nuovamente arrestato, insieme ad altri camerati, con l'accusa di far parte di un gruppo terrorista. Il processo ebbe grande risalto sui media perché segnato da numerose irregolarità. Michaloliákos se la cavò con 11 mesi di prigione. La condanna gli fu inflitta nella sentenza di secondo grado (emessa dall'Aereo Pago, la cassazione greca). La cosa singolare fu che il futuro capo di Alba Dorata venne inserito nel processo di revisione, senza che avesse presentato ricorso (nella sentenza di primo grado era stato condannato a 13 mesi).

Uscito dal carcere incominciò a pubblicare la rivista Alba Dorata, giornale dichiaratamente nazista. Qui venivano spesso presentati e discussi scritti di Hitler, Rosenberg, Degrelle. Nel 1984 venne nominato, dall'ex dittatore Goergios Papadopulos, capo dell'organizzazione giovanile dell'Unione Politica Nazionale, formazione che aspirava a raccogliere l'eredità politica del regime. Papadopulos in quel momento si trovava in carcere dove stava scontando l'ergastolo. Nell'85, però, Michaloliákos rassegna le dimissioni, in disaccordo con le posizioni filo-americane del partito.

Negli anni successivi, il razzismo e il nazionalismo del führer ellenico divengono sempre più palesi, mentre il movimento Alba Dorata compie un salto di qualità nella sua struttura. L'odio etnico di Michaloliákos si indirizza in particolare verso gli Albanesi che, dopo il crollo del regime comunista, arrivarono a frotte in Grecia.

Michaloliákos, durante la sua esperienza politica, ha agito su un doppio binario. Da una parte ha favorito crimini gravissimi (è stato il mandante di molte aggressioni e linciaggi nei confronti di immigrati e militanti di sinistra); dall'altra ha collaborato con le forze dell'ordine. Con queste ha avuto sempre un rapporto privilegiato (secondo un'indagine polizia e militari sarebbero parte consistente dell'ellettorato di Alba Dorata). Tale relazione gli ha permesso di "eliminare" avversari dell'area di estrema destra, che spesso l'hanno accusato di essere un venduto e una spia. Deliolanes, a tale riguardo, riporta un passo di un libro di Kousoumvris, ex militante di Alba Dorata: "Era in perenne collaborazione con le forze di polizia, alle quali forniva informazioni su quanto accadeva nell'area dell'estrema destra ma anche sostegno operativo quando si trattava di remprimere manifestazioni di sinistra" (p.106)

L'ideologia di Michaloliákos è sostanzialmente di matrice biopolitica più che nazionalista. L'architrave della delirante propaganda di Alba Dorata è prettamente razzista: gli immigrati non sono solo responsabili della crisi economica, ma sono soprattutto "infetti", "impuri", "sporchi". Attenzione, però, le aggressioni nei loro confronti sono molto mirate. Immigrati disoccupati o irregolari, alle dipendenze di spietati "kapo" nel campo dell'edilizia e dell'agricoltura, sono stati solo loro le vittime dei neonazisti. Le bande malavitose di stranieri non sono state mai fatte oggetto di attacchi da parte delle milizie di Alba Dorata. Molto probabilmente tra i militanti del partito e i le gang criminali è stato stipulato un accordo di non interferenza. Ad ognuno la sua "fetta di mercato". Ricordiamo, a tale riguardo, che alcuni esponenti di Alba Dorta sono passati agli onori della cronaca per attività di usura e sfruttamento della prostituzione

Si deve segnalare, inoltre, che Alba Dorata non predica, come altri partiti di estrema destra europea, l'uscita dall'euro. Pur condannando la Troika, Michaloliákos si è detto sempre favorevole a rimanere, per il momento, nella moneta unica. Il suo obiettivo, velleitario, è quello di ottenere in un primo momento il massimo del "risarcimento" e solo successivamente uscire dalla Ue, ovvero nel momento in cui la Grecia sarà in grado di camminare da sola. Tali posizioni, ovviamente, gli hanno garantito una certa tolleranza da parte del governo in carica.

Un capitolo a parte meriterebbe la moglie di Michaloliákos, Zaroulia. Questa ha gestito fino a poco tempo fa un albero ad ore (che pare non abbia mai versato l'Iva) e poi è stata promossa dal governo greco come rappresentante presso l'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa.

Rimandiamo alla lettura del libro di Deliolanes per approfondire ulteriormente il personaggio Michaloliákos. I suoi rapporti ambigui con i conservatori greci e il partito di destra Laos, i suoi interessi per l'esoterismo e i suoi contatti con l'estrema destra europea (anche quella italiana), sono tutti temi che troverete sviluppati nel saggio del giornalista greco.

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