Sette anni dopo il G8 di Genova arrivano miti condanne per gli abusi nella caserma di Bolzaneto


Uno degli aspetti più drammatici e vergognosi delle reazioni alle manifestazioni contro il G8 di Genova, nel luglio del 2001, è stato il trattamento riservato alle persone fermate e portate nella caserma di Bolzaneto.

Secondo i pm nella «caserma furono inflitte alle persone fermate almeno quattro delle cinque tecniche di interrogatorio che, secondo la Corte Europea sui diritti dell'uomo, chiamata a pronunciarsi sulla repressione dei tumulti in Irlanda negli Anni Settanta, configurano 'trattamenti inumani e degradanti'».

Secondo il Tribunale di Genova, che ieri in primo grado ha condannato solo 15 dei 45 imputati, non ci fu tortura ma di certo quei rappresentanti delle forze dell'ordine commisero dei reati contro cittadini italiani ed europei.

Molto più significativi delle 30 assoluzioni sono due elementi della sentenza del Tribunale: la condanna a 5 anni di reclusione per Antonio Biagio Gugliotta, l'ispettore delle Guardie penitenziarie che aveva la responsabilità della caserma di Bolzaneto e la condanna per i ministeri degli Interni e della Giustizia, che dovranno pagare alle 209 vittime dei maltrattamenti un totale di circa 15 milioni di euro.

Questa sentenza, assolutamente troppo mite, ha comunque un significato chiaro: il responsabile della struttura ha violato la legge italiana e i cittadini che vi sono stati rinchiusi hanno diritto ad essere risarciti per aver subito degli ingiusti maltrattamenti ed essere stati picchiati e umiliati.

La foto è tratta dalla copertina del settimanale Diario (luglio 2004).

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