Arafat avvelenato: secondo il Lancet fu ucciso dal polonio 210

A poche settimane dal decennale della morte si torna a parlare di Yasser Arafat, capo di Al Fatah, poi dell’Olp e presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese dal 1996 fino alla morte avvenuta l’11 novembre 2004.

A puntare i riflettori sulla morte del leader politico palestinese è il Lancet, una delle più importanti riviste mediche del mondo, secondo la quale Yasser Arafat sarebbe morto per avvelenamento da polonio 210. La tesi del Lancet verte sulle analisi compiute da un istituto di Losanna (Svizzera) che si occupa di radioattività, analisi nelle quali sarebbe emersa la presenza di questo elemento altamente radioattivo nel sangue, nelle urine, nella saliva e sullo spazzolino da denti del leader morto dieci anni fa.

L’analisi degli esperti di Losanna scatenò un’inchiesta di Al Jazeera e, successivamente, la riesumazione del corpo di Yasser Arafat, avvenuta nel novembre 2012, per approfondire la questione con ulteriori test.

Nell’ottobre 2004 Arafat si ammalò e iniziò a soffrire di una serie di sintomi, fra cui nausea e dolori addominali. Dopo alcuni giorni la sua situazione peggiorò e Arafat – all’epoca 75enne – venne trasferito dal suo quartier generale di Ramallah, nella Cisgiordania occupata, all’ospedale parigino di Percy. La sua situazione continuò a peggiorare e dopo essere entrato in coma neurologico il 4 novembre 2004, venne dichiarato morto l’11 novembre.

Nonostante i numerosi test scientifici, nessuna analisi aveva finora fornito prove certe dell’avvelenamento. Dopo un’indagine durata nove mesi, in cui molti effetti personali di Arafat sono stati presi in esame, il dottor François Bochud, direttore dell'Institut de Radiophysique a Losanna ha dichiarato all’emittente Al Jazeera:

Posso confermarvi che abbiamo misurato un’elevata e inspiegabile quantità di polonio 210 negli effetti personali di Arafat che contenevano macchie e residui di liquidi biologici.

Secondo il Lancet ci sarebbero, dunque, le prove dell’avvelenamento di Arafat, con la stesso elemento radioattivo che, nel 2006 causò il decesso dell’agente russo Alexander Litvinenko.

Via | Al Jazeera

Foto © Getty Images

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