Gli scioperi e il governo

pic5

Lo spunto per questo post viene da una vecchia conversazione, in una vecchia Casa del Popolo e che può essere riassunta in poche battute, del tipo, “Oh Morino, non avevi da arriva’ a Firenze? –Bah, o come fo’! Oggi c’è lo sciopero dei bus! -Boni anche quelli, sciopererebbero anche perché gli tocca da respirare!”.
Non ho niente contro gli autisti, ma la simpatica scenetta alla quale ho assistito si addice alla tematica del post. Lo sciopero.
La scena vista e rivista e tirata in ballo e chiamata a fare da introduzione non è una valida base su cui compiere una analisi. Poi sulla prima pagina di LiberoMercato (sabato 12 luglio) leggi: “scioperi, persi 10 miliardi del 2000” e all’interno di Libero (il quotidiano) un articolo in cui si dice che l’argomento sciopero ha una certa affinità con i governi Berlusconi, vale a dire, con l’insediarsi del Cavaliere a capo del governo a tutti viene la voglia si scioperare. I dati raccolti da bayes-swarm mi aiutano nel portare avanti l’analisi.

Partiamo dai dati di elaborati dal Centro Studi Sintesi e pubblicati su Libero. L’Italia risulta il secondo paese dove si sciopera di più con una media (2001 – 2006) di 92.5 ore. Sopra di noi solo la Spagna. Due sono i dati però importanti: mentre la media totale delle ore di sciopero con il paese guidato dal centro sinistra è pari all’1,7%, il dato quasi raddoppia (3.1%) quando al governo abbiamo Berlusconi. Nei primi quattro mesi dell’anno in corso c’è stata una media di 2.5 ore di sciopero ogni 1000 lavorate.
Questi dati servono solo a dare l’inquadratura generale. Ma la domanda è: quale visibilità ha la tematica “sciopero” sulle pagine on line? E c’è differenza sostanziale a seconda che il governo sia di centro-sinistra o di centro-destra?

I dati bayes-swarm ci dicono che dall’inizio dell’anno la parola “sciopero” è comparsa sui media on-line per ben 1421. Questo dato significativo si accompagna al fatto che il database non ha rilevato un giorno in cui la parola non sia presente (minimo 2 ricorrenze). Il che ci induce a dire che la tematica in questione rimane sempre visibile, quasi come un rumore di fondo, pronta, ad intervalli regolari, a prendersi le luci della ribalta.
Facciamo un piccolo passo avanti e cerchiamo di dare risposta al secondo quesito. Nonostante il governo Prodi sia riuscito a fare venire voglia di scioperare a chiunque, nei primi quattro mesi dell'anno, caratterizzati appunto dal la presenza del Professore, la parola si è ritagliata uno spazio per 796 volte, pari al 56% del totale. Con il ritorno in pompa magna di Berlusconi, in soli due mesi di governo, “sciopero” si conta per ben 625, pari al 44%.
In soldoni, la tematica, con il paese in mano al centro-destra, in due mesi si ritaglia quasi lo stesso spazio che invece le era stato riservato nei primi quattro mesi dell’anno caratterizzati dal governo facente capo a Prodi e quindi, tale dato sembrerebbe confermare la tendenza riscontrata anche dalla redazione del giornale di Vittorio Feltri.

Andrea Turi

pic4

  • shares
  • Mail
11 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO