Rom e clandestini, offri un dito a Maroni

Per maggior sicurezza offri un dito a Maroni. Questa il nome della campagna promossa dall’Arci che sta girando l’Italia per raccogliere impronte digitali di tutti i cittadini in segno di solidarietà verso rom e migranti, specialmente i bambini.

Mentre sta andando in questi giorni in discussione al Parlamento, su proposta del governo, un decreto per la schedatura delle popolazioni rom e sinti presenti sul nostro territorio, la società civile si mobilita. Questo uno stralcio del comunicato:

“E' una proposta aberrante a cui diciamo no perchè discrimina le persone su base etnica e ricorda tristemente altre leggi che nel nostro passato marchiarono drammaticamente ebrei e zingari”.

La scorsa settimana a Roma, ieri a Milano, intellettuali, artisti e tantissime persone hanno fatto la fila per reagire a questo clima e a questa legge che offende la dignità delle persone. Dichiara Marta, ieri in fila per lasciare le proprie impronte "Quando il principio per la quale una persona viene schedata è su base etnica, è difficile trovare altre parole se non razzismo, quando poi per propaganda ci si scaglia anche contro dei bambini..è inaccettabile".

Ieri pomeriggio a Milano Piazza dei Mercanti era piena, e la gente arrabbiata, a testimoniare che non è solo come cercano di dipingere la situazione i media, ovvero di un paese un pò ignorante e un pò xenofobo, ma ci sono un sacco di persone che tutti i giorni fanno politica dal basso e questo è il vero orizzonte possibile, altro che Parlamento, Pd e Partito delle libertà provvisorie. La sensazione che si repirava ieri era questa, di cittadini che hanno smesso di credere nel Parlamento e si giocano in prima persona per cambiare le cose che non vanno.

L’Italia è in un periodo nero, e dal punto di vista economico e dal punto di vista sociale. Approfittando della confusione (vedi teoria della shock economy di Naomi Klein) stanno passando leggi ignobili e idee aberranti. È difficile vedere il belpaese in questo momento come “democratico”. Soprattutto se il decreto razzista di Maroni passerà.

Bisognerebbe ricordare ai cari sostenitori di queste leggi che la dignità e il rispetto per una persona vengono prima della sua etnia, del suo status e della sua nazionalità. Forse in troppi se lo sono dimenticati.

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