Scontro D'Alema-Bersani sulla candidatura di Rodotà a Presidente del Consiglio


I protagonisti del post-elezioni 2013 stanno fornendo, uno dopo l'altro, una loro personale versione su come sarebbero andate le cose riguardo all'elezione del Presidente della Repubblica e alla formazione del governo. Ogni ricostruzione collide rigorosamente con l'altra, è condita con accuse velate e spesso cela risentimenti di vecchia data. Se confrontassimo quanto affermato da Romano Prodi, dalla sua portavoce Sandara Zampa, da Stefano Rodotà e da Massimo D'Alema intorno alla nomina al Quirinale, ci accorgeremmo facilmente che è impossibile trovare una verità condivisa.

Ieri è nato un nuovo scontro tra amici-nemici ai vertici del Pd. Un botta e riposta tra D'Alema e Bersani sulla vicenda della formazione del nuovo governo dopo le elezioni. In alcune anticipazioni, uscite su l'Espresso, del libro di Marco Damilano, Chi ha sbagliato più forte, si apprende che Massimo sponsorizzò la candidatura di Stefano Rodotà a palazzo Chigi presso l'allora segretario del Pd.
Confida D'Alema a Damilano:

"Ne parlammo e gli dissi di stare attento, era il segretario del partito che aveva la maggioranza alla Camera ed era la chiave della maggioranza presidenziale, era in una posizione di forza, insistere per farsi dare l'incarico di formare il governo lo avrebbe invece seriamente indebolito. Gli consigliai di fare un gesto, di cambiare lo scenario, di candidare Rodotà alla guida del governo"

Sempre secondo quanto dichiarato da D'Alema, Bersani non manifestò alcuna volontà di seguire il suo suggerimento. Per l'ex Presidente del Copasir, Pierluigi "ha sbagliato un calcio di rigore a porta vuota", "ha perso lucidità, era dominato dall'idea che senza avere la maggioranza avrebbe comunque potuto fare il governo, cosa palesemente infondata".

Inoltre, in riposta alla polemica lanciata da Prodi nei giorni scorsi, D'Alema ha ribadito che, dopo la mancata elezioni di Marini al Colle, si sarebbe dovuto procedere a votare scheda bianca. In questo modo si sarebbe potuta avviare una discussione seria nel Partito Democratico. Al contrario, secondo D'Alema, si è voluto legittimare una candidatura imposta dall'alto, quella di Prodi per l'appunto.

A stretto giro è arriva la replica di Bersani: "Ho già smentito più volte: nessuno mi ha mai suggerito altri nomi per l'incarico. Tutti sanno che non avrei mai impedito la nascita di governo se ostacolo ero io" La replica è contenuta nel libro, Giorni Bugiardi, scritto da due fedelissimi dell'ex segretario: Stefano Di Traglia e Chiara Geloni. L'anticipazione del libro è stata immediatamente passata alla stampa, in risposta alle provocatorie affermazioni di D'Alema.

Una cosa è certa, quest'ultimo scontro Bersani-D'Alema indebolisce il candidato alle primarie che entrambi sostengono: Gianni Cuperlo. D'Alema, "da abile stratega", non si limita ad attaccare Renzi, ma ha deciso anche di seminare discordia tra i suoi "alleati", proprio nel momento in cui dovrebbero sostenere insieme Cuperlo alla segreteria.
Infine ci permettiamo di aggiungere che se prendessimo in esame tutte le occasioni in cui Massimo ha perso di lucidità, dal '94 ai giorni nostri, allora la lista degli svarioni sarebbe molto più lunga di quella di Bersani.

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