Elezioni politiche 2013 - Gli scenari elettorali di Beppe Grillo

Beppe Grillo si dà alla preveggenza e disegna per noi quattro scenari futuribili in vista delle elezioni politiche del 2013, in cui al centro di tutto l'universo politico c'è il M5S. Con un pizzico di paranoia Grillo premette che "nessun partito e nessuna istituzione vogliono tra i coglioni il MoVimento 5 Stelle" e che l'unica ragione per cui adesso, dopo che "per tutta una legislatura a nessuno è fregato nulla", si pensa di cambiare il Porcellum è evitare che il M5S ottenga il premio di maggioranza.

Una possibilità che non si può escludere, visto il recente boom del partito di Grillo, ma complicata dal fatto che il Cinque Stelle non è mai riuscito a superare il Pd e che gli ultimi sondaggi lo danno in forte calo e ri-sorpassato dal Pdl. Un po' per le tantissime difficoltà di Pizzarotti a Parma, un po' perché senza scandali che coinvolgano i partiti Grillo e i suoi sono fisiologicamente destinati a calare. Detto questo, vediamo quali sono i quattro scenari:

Primo scenario: due coalizioni, Pdl+Lega, Pdmenoelle+UDC+SEL+ "chiunque altro ci voglia stare" si presentano con il Porcellum. I leader dei due raggruppamenti si combattono aspramente in campagna elettorale, raccattano tutti i voti possibili e, subito dopo, danno vita a un governo di unità nazionale per "il bene della nazione". Unica opposizione in Parlamento il MoVimento 5 Stelle. Questa ipotesi presenta una controindicazione. Se il M5S facesse il botto e risultasse primo, il piano fallirebbe.



Grillo dimostra di avere veramente il dono della veggenza, visto che mentre la politica è ancora in alto mare e nessuno ha capito che tipo di alleanze si presenteranno - il Pd è vicino all'Udc, ma il nodo Vendola-Di Pietro è ancora lontano dall'essere sciolto - il leader del M5S non solo sa già quali blocchi si presenteranno, ma anche che la campagna elettorale sarà finta, con l'unico scopo di creare un governo di grande coalizione. Per fortuna che al grido di "Arrivano i nostri!" sarà il Cinque Stelle a vincere le elezioni e a far fallire il piano dei cattivi.

Il secondo scenario disegna una riforma elettorale, sotto l'egida di Napolitano, basata "sull'esclusione del M5S dal Parlamento o per una sua ridottissima rappresentanza". Come se dal Presidente della Repubblica in giù tutto si muovesse attorno a Grillo e i suoi. Paranoia ed egocentrismo. Nel terzo scenario di questa distopia grillina si disegna il rinvio di un anno delle elezioni "di fronte all'aggravamento della crisi economica", con Monti confermato per un anno e la "frequentatrice iperliberista del Bilderberg" Emma Bonino nuovo Capo dello Stato. Controindicazioni? L'esplosione di scontri sociali (perché solo in questo scenario?), ma in cambio c'è "il controllo assoluto del parlamento".

Infine, il peggio del peggio. L'incubo che agita i sonni dei giusti:

Una coalizione Pdl, Pdmenoelle, Udc con Rigor Montis come candidato premier, si presenta alle elezioni con il Porcellum. Ottiene il premio di maggioranza. Tutto cambia perché nulla cambi rispetto ad ora per altri 5 anni. Nessuna controindicazione se non la presenza del MoVimento 5 Stelle in Parlamento.

Ovviamente a questi quattro scenari va aggiunto quello apocalittico:

Va considerata comunque la possibilità di una crisi economica anticipata senza precedenti. In questo caso varrebbe una quinta ipotesi che contempla l'uso di centinaia di elicotteri per la fuga della classe politica che oggi, di fronte allo sfascio del Paese, di cui ha la totale responsabilità, discute soltanto di alchimie elettorali e di alleanze.

Difficile non essere d'accordo con l'ultima frase, peccato che in tutto il resto del post - in cui si dipinge una politica che sembra uscita da Blade Runner e in cui il Cinque Stelle fa la parte del buono contro i cattivi - manchi completamente un ingrediente essenziale: la serietà.

Foto | © TM News

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