Elezioni Politiche 2014: Marina Berlusconi contro Matteo Renzi?

Lo scenario fantapolitico che sta appassionando i quotidiani vicini al centrodestra. Ma quante probabilità ci sono?

Marina Berlusconi ha smentito più volte il suo interesse a scendere in campo per sostituire il padre decaduto, ma nessuno sembra volerle credere. Ultimo a rilanciare la notizia è Libero, che pure a riguardo dovrebbe essere bene informato. La sua discesa in campo, secondo il quotidiano di Belpietro, sarà annunciata l'8 dicembre, giorno delle Primarie Pd e anche giorno in cui il Consiglio Nazionale del Pdl ratificherà il passaggio a Forza Italia.

Una giornata non casuale quindi, che secondo questo scenario vedrebbe contemporaneamente l'incoronazione di Matteo Renzi da una parte e Marina Berlusconi dall'altra. Evidentemente la suggestione di vedere i due "giovani" (ormai Marina ha i suoi 47 anni, ma comunque...) è troppo forte per resistere alla tentazione di immaginare uno scontro di questo tipo. E se allora bisogna immaginare, tanto vale immaginare anche il giorno in cui i due si sfideranno. O almeno il periodo, nella primavera 2014, quando si tornerà a votare.

Le ragioni per pensare che le elezioni politiche 2014 si terranno a marzo o aprile del prossimo anno sono parecchie. Il primo a volerlo è proprio Silvio Berlusconi, che però per quel giorno (a meno di imprevisti poco probabili) sarà decaduto e non potrà quindi essere il leader ufficiale della coalizione. Andrebbe bene quella data anche a Matteo Renzi, che così eviterebbe di farsi logorare da troppi mesi passati alla guida di un Partito Democratico che è in grado di fagocitare le sue promesse come neanche l'Inter degli anni '90. E infine è una data realistica perché, se anche il governo Letta dovesse sopravvivere alla nuova crisi di governo che si va profilando, i suoi numeri saranno troppo scarni per tirare avanti ancora a lungo.

E così, a tanti piace immaginare uno scenario fantapolitico che vede la figlia prediletta del Cavaliere contro il rottamatore. Probabilmente perché in uno scontro tra 30/40enni, di sesso diverso, alla guida di partiti "cool", molti vedono un'Italia che si lascia alle spalle il grigiore della sinistra da una parte e l'impresentabilità della destra dall'altra. Ma avere da una parte un candidato che è segretario di un partito di cui si vergogna, e dall'altra una donna che è dove è solo per il cognome che porta (e che si sfidano nuovamente con le regole del Porcellum), ecco, questo ci riporta un po' più con i piedi per terra.

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