Le pagelle del lunedì

Umberto Bossi: repetita juvant. Voto – 9. Non è una novità ma fa sempre un certo effetto ascoltare il Senatur: “Non dobbiamo più essere schiavi di Roma. L’inno dice che l’Italia è schiava di Roma … , toh! Dico io”. E leva il dito medio contro l’inno. “Dobbiamo lottare contro la canaglia centralista. E’ il momento di farla finita”. Lega di lotta e di governo. Imbarazzo e polemiche. Bossi super combattivo o la solita sparata per coprire il cedimento della Lega sulla giustizia e l’immunità ad uso e consumo del patron Berlusconi?
Oliviero Diliberto: rosso antico. Voto – 9. Nel disinteresse generale si è “consumato” a Salsomaggiore il congresso del Pdci. La querelle stavolta non si è avuta sulla “via italiana al socialismo” ma sul “rosso”. Non del colore del simbolo ma del … vino. Diliberto, sardo ed ex deputato eletto in Emilia Romagna e rieletto segretario del partito, aveva criticato il Lambrusco: “Ottimo ma il Cannonau è decisamente migliore”. Così si chiude la guerra del “rosso”. In nome del “centralismo democratico”, riesumato per vietare le correnti e riallacciarsi alla cultura marxista-leninista. Lenin: “Un passo avanti, due passi indietro”.

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