Elezioni Europee 2014. Enrico Letta: «Grave se gli euroscettici superassero il 25%»

Intervistato da La Stampa, Letta parla di Italia e di Europa


È un premier Letta tutto proiettato sull'Europa quello intervistato da La Stampa e altri quotidiani europei, e non a caso.

Su Berlusconi non vi dirò nulla, perché altrimenti titolate tutti su di lui!

Il focus dell'intervista è infatti tutto sull'Europa e sulle elezioni europee del 2014. Il premier ragiona sull'escalation dei movimenti populisti ed euroscettici, in particolare il M5S in Italia e il Front National di Marine Le Pen in Francia, ma analoghe forze si trovano anche in quasi tutti i principali paesi europei. Queste forze guardano alle elezioni europee come un appuntamento importante, e Letta invita a non sottovalutarlo.

Tutte le elezioni europee, dal 1979 fino ad oggi, sono state vissute come appuntamenti nei quali ogni Paese guardava il “suo” risultato , senza mai uno sguardo d’assieme. Stavolta sarà diverso e questo paradossalmente è la dimostrazione del successo del progetto europeo.

E quantifica nel 25% la soglia oltre la quale il risultato degli euroscettici assumerebbe proporzioni "preoccupanti". Una soglia che Letta indica sul totale dei paesi europei, ma è chiaro che riguarda anche e soprattutto l'Italia, dove il M5S potrebbe diventare la prima forza politica. Un rischio che lo stesso premier ammette

Le elezioni europee rappresentano il terreno migliore sul quale il Movimento Cinque stelle può esprimere il suo populismo. Non possiamo limitarci ad essere timidi con Grillo, o soltanto placcarlo


E ribadendo un suo vecchio cavallo di battaglia, Letta spiega che la crisi economica di cui viene data la colpa alle autorità europee non è colpa dell'Europa, ma della "mancanza di Europa". E al riguardo racconta di aver chiesto a Obama di andare a Bruxelles, cosa che non ha mai fatto finora.

mi dà l’idea che pure nella percezione americana, c’è una difficoltà nell’interpretare Bruxelles come luogo della rappresentanza europea. Provate a fare un sondaggio tra i cittadini europei con questa domanda: dimmi chi è il capo dell’Europa? Sarebbe interessante scoprire quanti rispondono Merkel, quanti Barroso. quanti Van Rompuy

Ma poi il discorso non può che finire sul terreno della politica italiana, e anche se Letta mantiene fede alla promessa di non parlare di Berlusconi, parla delle larghe intese (definite "straordinarie" nel senso letterale della parola) e parla del 2015 come orizzonte temporale per il suo governo, dicendo di avere fiducia sulla sua tenuta dopo il voto del 2 ottobre.

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