Beppe Grillo favorevole ai matrimoni gay

Beppe Grillo non perde occasione per bacchettare il Pd e di strappare consensi a sinistra: oggi, per esempio, dichiara di essere favorevole ai matrimoni gay, raccogliendo i consensi dell'Arcigay.

Il leader del Movimento Cinque Stelle interviene dopo la pessima figura del Pd all'assemblea nazionale, con le contestazioni a Bersani per la questione delle primarie non calendarizzate e per il documento sui diritti civili che non parla, appunto, delle unioni fra omosessuali. Sul suo blog, Grillo pubblica un pezzo dal titolo che non lascia adito a dubbi: Nozze gay. E anche l'esternazione di Grillo non lascia dubbi:

«Io sono favorevole al matrimonio tra persone dello stesso sesso, ognuno deve poter amare chi crede e vivere la propria vita con lui o con lei tutelato dalla legge».



Nel suo post, Grillo continua:

«Nessuno deve dimenticarsi che durante il governo Prodi non venne approvata la legge sui PACS che avrebbe parificato le coppie di fatto a quelle sposate».

In realtà non andò propriamente così: il disegno legge, nel 2007, venne approvato. Non sotto la denominazione di PACS ma sotto quella di DICO, che poi si trasformò in una proposta sul CUS (contratto di unione solidale). Fu però la caduta del Governo Prodi a bloccare definitivamente il dibattito in merito e a far sì che l'idea della legge fallisse clamorosamente.

Fatta la precisazione, doverosa, ma che non cambia la sostanza (ieri su QueerBlog, per esempio, parlavano della legge sui matrimoni gay in Argentina, ecco come continua Grillo:

«La coppia di fatto, etero o omo, anche se convive per decenni, anche se ha dei figli, non è riconosciuta giuridicamente. L'Italia non ha una legislazione per le unioni di fatto. E' una vergogna che va attribuita in ugual misura al pdmenoelle, al pdl e a Santa Madre Chiesa, la convitata di pietra. Chi convive, in caso di morte, non lascia al suo compagno o compagna, la pensione o la casa in cui vive. Non è prevista alcuna eredità. Nulla di nulla. Questi farisei, sepolcri imbiancati spruzzati di un rosso antico ormai stinto, pretendono di dettare le regole della morale. Una Bindi, un Bersani, un Rutelli».

E poi la provocazione e l'invito ai gay del Pd a fare coming out:

«Quanti sono gay nel pdmenoelle e non lo dichiarano? Fate outing, vi farà bene. I vostri nomi sono già conosciuti. Non c'è nulla di male a essere gay. Fa invece schifo negare diritti sacrosanti per un pugno di voti».

Foto © TM News

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