No Tav: 400 soldati a Chiomonte. L'esercito delle larghe intese

L'esercito viene utilizzato per controllare l'ordine pubblico. Come previsto dal presunto decreto anti-femminicidio. Tempo addietro le sinistre insorsero, oggi c'è il governo Letta.

No Tav: arriva l'esercito

Valle di Susa, No Tav - Come si suol dire, noi l'avevamo detto. Quando uscirono le bozze del cosiddetto decreto contro il femminicidio (in realtà, più coerentemente, pacchetto-sicurezza), parlammo lungamente di quel che avrebbe dovuto riguardare l'esercito e la Valle di Susa.

L'articolo 7 comma 3 del decreto, poi convertico in legge con la legge n.119 del 15 ottobre 2013, consentiva un uso più flessibile delle forze armate. Ipotizzammo, proprio su queste pagine, che si trattasse di una misura anti-No Tav (del resto, Angelino Alfano se l'era lasciato scappare in conferenza stampa). Detto-fatto.

Nel pacchetto che per i media serve a contrastare la violenza di genere c'è anche questo. E infatti, poche settimane dopo il decreto, vengono annunciati 200 soldati in più in Val di Susa.

Così, i soldati a Chiomonte supereranno le 400 unità.

Lo spiega il Generale Claudio Graziano in una lunga intervista al quotidiano piemontese La Stampa:

«Abbiamo destinato alla tutela del cantiere quattrocento soldati. I militari hanno acquisito le funzioni della polizia giudiziaria, con la possibilità di fermare persone che abbiano tenuto un comportamento illegale.

Sono tutti uomini di grande esperienza, che hanno prestato servizio all’estero, in Afghanistan, in altri scenari internazionali, alle prese con situazioni complesse e delicate.

Ovviamente operano in perfetta sintonia con le altre istituzioni dello Stato presenti in Valsusa, con i carabinieri e la polizia, per tutte quelle funzioni connesse all’obiettivo da raggiungere, cioè la tutela del sito e la sicurezza di chi ci lavora».

Naturalmente, il "cantiere" in questione è lo scavo geognostico di Chiomonte.
Sul sito Notav.info si legge un commento ironico sulla presenza militare sul territorio:

«Ricordiamo che in Afghanistan, nella provincia di Herat, il rapporto è di 1 soldato ogni 517 abitanti.
A Chiomonte su 931 residenti ci sono 415 soldati».

L'interpretazione che avevamo offerto del comma del decreto-sicurezza era corretta: l'esercito, secondo un processo che aveva iniziato Silvio Berlusconi, viene utilizzato sul territorio con funzioni di controllo dell'ordine pubblico. Allora le opposizioni di sinistra insorsero. Oggi ci sono le larghe intese.

E il parallelismo offerto dai No Tav con l'Afghanistan non è affatto peregrino. E' La Stampa stessa a pensarci, nel titolo dell'intervista.

No Tav Esercito da Herat alla Val di Susa

Nell'immagine di apertura del post, una foto scatata da Marco Bertorello, la clown army ironizza proprio su questa assurda occupazione militare della Valle.

Nel frattempo, i presidi No Tav bruciano.

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