Ministro Cancellieri su scarcerazione Ligresti: "Sono intervenuta in altri 110 casi, è un mio dovere"

Martedì riferirà al Senato e alla Camera. In sua difesa intervengono il governo e Marco Pannella., lei precisa: "Non mi dimetto, ma se divento un peso sono pronta ad andarmene".

Martedì 5 novembre il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri si presenterà prima al Senato e subito dopo alla Camera per riferire sul caso della scarcerazione di Giulia Ligresti, vicenda per la quale si è scatenata una vera e propria bufera sul guardasigilli che è accusata di aver approfittato del suo ruolo per ottenere la scarcerazione di una persona sua consocente. In particolare il Movimento 5 Stelle, che ha pronta una mozione di sfiducia nei confronti del titolare del dicastero di Via Arenula in entrambi i rami del Parlamento, ha ricordato come il figlio del minsitro, Piergiorgio Peluso, abbia lavorato per un anno per i Ligresti ottenendo una ricca buonuscita.

Anna Maria Cancellieri fa sapere che non ha alcuna intenzione di dimettersi, ma di essere "serenissima" e "tranquilla", pronta a riferire in Parlamento. Intervenendo al congresso dei radicali a Chianciano, la guardasigilli ha anche spiegato il suo caso è ben diverso da quello della famosa telefonata con cui Silvio Berlusconi fece rilasciare Ruby.

In particolare, il ministro ha detto che il suo si deve considerare un intervento umanitario e che Giulia Ligresti non è l'unica che ne ha beneficiato, ma lo ha fatto per almeno altri 100-110 detenuti che si trovavano in pessime condizioni di salute e aiutarli a stare meglio è un suo dovere.

Nel caso della figlia di Salvatore Ligresti il problema è che la donna soffriva di anoressia e che il carcere metteva a dura prova l a sua salute e non solo, tanto che il ministro si è limitato a dire al Dipartimento amministrazione penitenziaria di stare attenti perché la Ligresti avrebbe potuto tentare di fare qualche gesto inconsulto e nello stesso modo è intervenuta in altri casi perché, dice, non esistono cittadini di Serie A e di Serie B e davanti alla legge sono tutti uguali, per questo non è giusto penalizzare chi ha un cognome importante come in questo caso e comunque lei non ha chiesto la scarcerazione, ma ha detto solo di stare attenti.

Anna Maria Cancellieri, che ha tenuto anche una conferenza stampa dopo il congresso, ha detto dunque di essere tranquilla e con la coscienza apposto perché è un suo dovere di ministro della Giustizia intervenire nei casi in cui i detenuti sono in gravi difficoltà. Tuttavia ha detto che se dovesse essere un peso per i suoi colleghi sarebbe pronta a dimettersi. Secondo lei, aiutare Ligresti era un "atto dovuto" e poi ha chiesto ai giornalisti "Se fosse morta cosa sarebbe successo".

Intanto, in una nota, Palazzo Chigi ha detto che il ministro è pronto a chiarire in Parlamento e che questo avverrà al più presto, martedì appunto, perché "non devono esserci zone d'ombra".
Marco Pannella al congresso dei radicali, cui la stessa Cancellieri ha partecipato, ha detto che trova il tentativo di linciaggio ai danni del ministro del tutto "immotivato".

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