Pd: Ad Agrigento molti ex-berlusconiani sostengono Renzi


Matteo Renzi è il grande favorito per le primarie dell'8 dicembre, basta guardare gli ultimi sondaggi. La sua strategia di comunicazione ha fatto presa sull'elettorato democratico, e non solo. I sondaggi trionfali, però, non fanno salire solamente l'entusiasmo di chi vede nel sindaco di Firenze una reale possibilità di cambiamento, ma anche di molti politici di professione che vogliono "assicurarsi" per la prossima legislatura. Tra questi ci sono molti voltagabbana, pronti a salire sul carro del vincitore (sempre che ci sia ancora una gabbana nella politica italiana).

Il problema, però, è che quelli che hanno cambiato idea su Renzi non sono solo ex supporter di Bersani, di Veltroni o di D'Alema. Si deve ravvisare, infatti, la presenza di un nutrito gruppetto di politici locali, con un passato tra le fila berlusconiane, che hanno deciso di sposare inopinatamente la causa della rottamazione.

Pur volendo mettere da parte le polemiche sui tesseramenti "anomali" (almeno nelle quantità) a Torino, Rovigo, Livorno, Siena, Frosinone, Napoli, Caserta, Avellino, Lecce e Foggia, non può non colpire il fenomeno del "cambio di casacca" ad Agrigento.
A segnalare la grande simpatia di cui gode il primo cittadino di Firenze tra i politici agrigentini, decisamente fuori dall'area politica del Pd, è Giuseppe Arnone. Questo è un ex consigliere comunale di Agrigento, espulso dalle fila dei democratici e attualmente indagato per tentata estorsione: secondo gli inquirenti avrebbe fatto pressioni su Giuseppe Lumia e Rosario Crocetta per ottenere una candidatura alle passate elezioni regionali. Arnone si considera un renziano doc, uno di quelli che Matteo lo voleva segretario dal primo momento. Come ci rivela il Fatto Quotidiano, l'ex consigliere, nei giorni scorsi, ha inviato una missiva a Renzi per denunciare le improvvise "conversioni" al Pd nella sua città e in Scilia. Scrive Arnone:

Caro Matteo sento il dovere di denunziare con forza quello che sta avvenendo nella mia amata Sicilia e in primo luogo nella mia Agrigento. Altro che rottamazione! Siamo in presenza di un assalto all’arma bianca della peggiore politica che passa disinvoltamente, adesso con la tessera tra le mani del Pd, da An e Berlusconi, appunto a Matteo Renzi. Al seggio elettorale, domenica scorsa, ho trovato neo iscritti al Partito Democratico quei vice Sindaci berlusconiani, quegli assessori berlusconiani, quei consiglieri berlusconiani con cui mi sono scontrato al Comune di Agrigento, anche tra minacce, denunzie e ombre potenti di collusioni mafiose, per tre lustri

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Tra i politici, contro cui Arnone punta il dito, c'è in primo luogo l'ex vice sindaco di Agrigento: Maria Pia Vita.
Vita, dopo aver militano a lungo in Alleanza Nazionale e in Futuro e Libertà, scopre ora di avere un'anima democratica e renziana. Secondo Arnone è stata vicina alla corrente di Luigi Gentile (attualmente in carcere dopo lo scandalo sui fondi comunitari per la formazione professionale dello scorso giugno). Sempre secondo l'ex consigliere, la lista di eletti tra le fila berlusconiane che hanno preso la tessera del Pd per sostenere Renzi è lunga. Ricordiamo, a tale proposito, i consiglieri comunali agrigentini Alongi e La Rosa.

Nella corrente di Renzi, inoltre, milita ora anche il sindaco di Agrigento: Marco Zambuto. Questo non appare esattamente come il paradigma della rottamazione renziana.
Zambuto è figlio di un ex sindaco di Agrigento, nel 1993 è eletto consigliere comunale nella Democrazia Cristiana e nel 1997 viene rieletto nei Cristiano Democratici Uniti. Nel 2003 diventa segretario provinciale dell'Unione Democratica di Centro di Totò Cuffaro. Nel 2007 viene eletto sindaco con i voti del centrosinistra. Nel 2008 ancora una svolta, clamorosa, azzera la giunta e passa nel Popolo della Libertà di Berlusconi. Nel 2010 torna all'Udc e ora approda al Pd in quota Renzi. Quest'ultima piroetta avrebbe avuto la benedizione dello stesso rottamatore, infatti Zambuto ha dichiarato lo scorso 27 giugno a Repubblica:

Con Matteo ci siamo visti venerdì, lui era in Sicilia per la campagna elettorale delle amministrative. Mi ha dato ulteriore conferma di grinta ed entusiasmo. L'Italia ha bisogno di una scossa che l'aiuti a ripartire

Gianni Cuperlo ha lanciato ieri un'appello ad Otto e Mezzo: "Stop al tesseramento per evitare la degenerazione". Il candidato dalemiano alla segreteria sembra non avere tutti i torti alla luce di quanto sta avvenendo.

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