Trent’anni fa il mondo sull’orlo di una guerra nucleare

Nel 1983 un’esercitazione delle truppe Usa e Nato rischiò di scatenare una guerra nucleare e fra occidente e il blocco del Patto di Varsavia

Trent’anni fa il mondo arrivò a un passo da un attacco nucleare sovietico all’Occidente. È quanto emerge da documenti segreti redatti al culmine della guerra fredda, prima dell’avvento di Mikhail Gorbaciov e del “disgelo”. Alcuni documenti rilasciati in base al Freedom of Information Act rivelano che durante un’esercitazione denominata Operation Able Archer, condotta nel novembre 1983 dagli Stati Uniti e dai suoi alleati Nato risultò talmente realistica da far credere alla Russia che un attacco nucleare sarebbe stato possibile a breve.

Quando la notizia arrivò nelle stanze dell’intelligence britannica, l’allora primo ministro Margaret Thatcher ordinò ai propri funzionari di fare pressione agli americani affinché un errore del genere non si ripetesse. Secondo alcuni attivisti contro la proliferazione nucleare, l’episodio potrebbe essere stato fra le principali cause del disgelo nelle relazioni fra Stati Uniti d’America e Unione Sovietica.

Peter Burt, direttore del Servizio Informazione Nucleare, ha detto che i documenti hanno chiarito quanto la guerra fredda fosse diventata rischiosa per entrambe le parti:

Queste carte documentano un momento cruciale della storia moderna, il punto in cui il governo Thatcher capì che la guerra fredda avrebbe dovuto essere portata a termine e avviò il processo per convincere entrambe le parti ad agire nella stessa direzione.

L’operazione Able Archer coinvolse 40.000 uomini fra truppe Usa e Nato in movimento nell’Europa occidentale, truppe che furono coordinate tramite sistemi di comunicazione criptati. Durante l’esercitazione fu immaginato uno scenario nel quale le forze blu (Nato) avrebbero difeso gli alleati dopo che le forze arancioni (patto di Varsavia) avessero inviato truppe in Jugoslavia in seguito a disordini. Le truppe arancioni avrebbero invaso rapidamente Finlandia, Norvegia e Grecia e il conflitto avrebbe potuto sfociare in una guerra con armi chimiche e nucleari. Secondo Paul Dibb, ex direttore dell’intelligence australiana nell’esercitazione del 1983 si arrivò a un crisi più avanzata rispetto a quella più nota del 1962 con Cuba. L’esercitazione avvenne in un epoca di grande tensione internazionale. Nel settembre 1983 i sovietici abbatterono un Boeing 747 coreano uccidendo 269 persone. L’aereo aveva sorvolato lo spazio aereo sovietico ed era stato ritenuto un aereo spia americano. Inoltre, all’inizio dello stesso anno Ronald Reagan aveva parlato dell’Unione Sovietica come dell’“Impero del male” e aveva annunciato il piano per la costruzione dello scudo stellare.

Quando l’operazione Able Archer entrò nel vivo, il Cremlino diede l’ordine di disporre una dozzina di aerei attrezzati con armi nucleari in Germania orientale e Polonia. Inoltre, circa 70 missili SS-20 furono posti in stato di allerta elevato e i sottomarini con missili balistici nucleari vennero inviati sotto il ghiaccio artico per non essere rilevati. Trent’anni fa il mondo arrivò a un passo da un guerra che avrebbe potuto diventare globale. Tre decenni dopo la verità viene a galla, anche grazie al Freedom of Information Act che dà la possibilità a qualunque giornalista o studioso di fare richiesta per avere accesso a documenti riservati e coperti dal segreto di Stato.

Via | The Guardian

Foto © Getty Images

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