Bonus lavoro per i giovani: il premier Letta risponde a Grillo

Con una nota su Facebook, accusa il leader 5 stelle di fare disinformazione


Enrico Letta non ci sta a farsi dare del "Pinocchio" da Beppe Grillo, che ieri con un post sul suo blog aveva rilanciato la notizia – data dal Corriere della Sera – che il bonus assunzioni per i giovani varato lo scorso giugno dal governo ha dato risultati nettamente inferiori alle attese, facendo parlare di flop. Così Letta per rispondere all'attacco via internet ha deciso di scendere sullo stesso campo, con una nota sulla sua pagina Facebook.

E così, mentre il ministro del Lavoro Enrico Giovannini sciorina dati per dimostrare che le misure del governo non sono andate poi così male, il premier attacca frontalmente il leader 5 stelle.

Come sempre più spesso gli capita, Grillo fa disinformazione.

La diatriba sul bonus per i giovani non è una questione di oggi. Già a giugno, quando il provvedimento era stato lanciato, Grillo lo aveva criticato dando però informazioni che si erano rivelate inesatte: in pratica Grillo aveva riportato i requisiti per avere diritto al bonus (essere privo di impiego retribuito da almeno sei mesi, essere privo di un diploma di scuola media superiore o professionale, vivere da solo con una o più persone a carico) come se fosse necessario averli tutti e tre, mentre ne bastava uno. Grillo aveva poi dato la colpa a un articolo impreciso di Repubblica, ma già allora Letta era intervenuto e aveva avuto buon gioco a correggere il comico genovese.

Che però se l'è legata al dito e appena sono usciti i dati sul primo mese di applicazione del bonus è tornato alla carica. Letta replica spiegando, senza risparmiare una frecciata anche al Corriere:

Grazie al bonus ad ottobre 14 mila giovani hanno trovato lavoro. 14 mila. L'obiettivo finale dell'intero progetto, triennale, è di 100 mila giovani occupati. E il fatto che al primo mese si sia arrivati già al 14 per cento del totale è evidentemente un buon segnale. Al contrario di quanto si legge oggi sul Corriere della Sera che, pur riportando correttamente le cifre da cui si evidenzia che le cose vanno secondo programma, bolla come un mezzo flop l'operazione, con un approccio pregiudizialmente negativo e non fondato su dati di fatto, che infatti rende felice Grillo che se ne appropria.

Letta conclude ribadendo che "la lotta alla disoccupazione giovanile rappresenti il pilastro della nostra azione", e che lui non ha intenzione di mollare questa lotta. Mancano però risposte alle altre critiche contenute nell'articolo del Corriere (su cui peraltro anche Grillo non si è soffermato, preferendo l'attacco frontale a Letta), e cioè che delle quasi 14.000 assunzioni, più di 8.000 erano già state finalizzate prima del "clic day", e quindi non sono merito del bonus, facendo così crollare decisamente le percentuali vantate da Letta e Giovannini.

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