New York elegge il nuovo sindaco. I sondaggi danno il "marxista" De Blasio al 65%


Il "regno" di Michael Rubens Bloomberg sulla Grande Mela è durato dodici anni, da domani si apre un nuovo capitolo. Il 5 novembre New York si recherà alle urne per scegliere il suo nuovo primo cittadino e il grande favorito è il democratico Bill De Blasio. L'ultimo sondaggio prima del voto, commissionato dal Wall Street Journal-Nbc, prevede una vittoria schiacciante per l'italoamericano: i newyorkesi pronti a votarlo sarebbero infatti il 65%. Molto indietro il candidato repubblicano Joe Lotha, che raggiungerebbe un esiguo 24% nei consensi.

Un altro dato interessante, emerso dai sondaggi, è che il 64% degli intervistati è convinto che sia necessario segnare una discontinuità forte con le politiche di Bloomberg. Per svolgere questa missione, De Blasio appare l'uomo giusto.
La parola chiave della sua campagna elettorale è stata "Uguaglianza". Nella fase iniziale delle primarie era dato al 9%. Poi una rimonta incredibile, grazie ad una strategia di raccolta fondi porta a porta e una vera propria mobilitazione popolare. I volontari che hanno sostenuto De Blasio non sono solo newyorkesi, sono arrivati da molte parti della Nazione.

A votarlo non sarà solo la classe media, ma anche i ceti meno abbienti, che in altre occasioni non si sarebbero recati alle urne. Donne, afroamericani, ma anche studenti e parte del popolo di Occupy Wall Street lo sostiene convintamente. Le "accuse" di marxismo e filo-castrismo giovanile, che gli sono state mosse dal New York Times, non hanno scalfito la sua popolarità come sarebbe accaduto in passato con altri politici. L'America, almeno non quella profonda, che vive ancora gli effetti negativi della crisi economica si è fatta meno recettiva agli slogan "anticomunisti" e più disposta a seguire ricette radicali.

I punti forti del programma di De Blasio sono una nuova legge sui salari minimi, piani di edilizia popolari, sospendere le agevolazioni fiscali per chi costruisce condomini di lusso, misure a sostegno delle minoranze.

De Blasio è nato a Manhattan nel 1961 ed è cresciuto in Massachusetts. La sua famiglia di origine proviene da Sant'Agata de Goti (provincia di Benevento) ed è emigrata negli Stati Uniti negli anni Venti. Potrebbe diventare il terzo primo cittadino italoamericano di New York dopo La Guardia e Giuliani. Ha incominciato la sua carriera politica come membro dello staff di David Dinkins, primo sindaco afroamericano di New York.
La famiglia del candidato democratico è decisamente poco tradizionalista. Sua moglie, Chirlane McGray, è afroamericana militante e ha reso noti i suoi trascorsi omosessuali. I suoi figli hanno frequentato la scuola pubblica, e questa sarebbe una novità assoluta per un sindaco di New York.

Domani gli elettori della Grande Mela si esprimeranno anche sui casinò. In ballo c'è una riforma della costituzione statale, che permetterebbe l'apertura di sette resort-casinò a New York. I proventi del gioco d'azzardo dovrebbero risanare le casse dello Stato e finanziare programmi di educazione. Molti cittadini sono però scettici sulla possibilità di aprire sale da gioco in città e la ritengono una truffa ai danni dei contribuenti.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO