Annamaria Cancellieri: «Posso anche fare un passo indietro»

Alla vigilia della mozione di sfiducia, il Guardasigilli se la prende con chi la attacca


Alla fine di una giornata passata a Strasburgo per presentare all'Unione Europea il suo piano carceri, Annamaria Cancellieri si ritrova in conferenza stampa a dover parlare ancora del suo intervento per Giulia Ligresti, alla vigilia della sua relazione al Parlamento con tanto di mozione di sfiducia presentata dal Movimento 5 Stelle. E in Parlamento, si viene a sapere oggi, avrà al suo fianco il premier Letta per chiarire che il governo è compatto accanto al Guardasigilli.

E nonostante in molti le abbiano consigliato di limitare al minimo le dichiarazioni in attesa del chiarimento di domani – e in effetto ogni spiegazione non ha fatto altro che scatenare altre polemiche – il ministro non ce la fa proprio a trattenersi e se la prende con chi la attacca, "Falso e ignorante chi mi accusa, non farei nulla che non fosse nel rispetto della legge", sia in generale con la politica.

Niente caccia alle streghe, guardiamo i fatti su questi sono pronta a rispondere. Non mi sono mai occupata di scarcerazione, è una falsità, non ho mai fatto nulla che non sia un mio preciso compito: non è mai successo che il Dap intervenisse per una scarcerazione. A me interessa solo che la verità emerga, poi se la politica fa la sua strade la faccia, ma non strumentalizzando me.

Non ha nessuna intenzione di dare le dimissioni se questo dovesse in qualche modo far pensare a un suo mea culpa. Lei ribadisce di non aver fatto niente di sbagliato e di rifarlo se le ricapitasse.

Sono mai venuta meno ai miei compiti durante tutti gli anni della mia carriera? Per questo voglio essere giudicata. Io non sono mai venuta meno ai miei compiti per un mio amico: non lo farei per un amico e neppure per un fratello.

In un unico caso potrebbe considerare l'ipotesi di farsi da parte: se la sua permanenza minasse la stabilità del governo e lei si trovasse a essere un ministro dimezzato.

Posso anche fare un passo indietro se il Paese lo chiederà, a me interessa che il governo Letta vada avanti e continui perché è l'unica e giusta risposta ai bisogni del Paese. Ma io resterò nel governo solo se potrò farlo con piena dignità, non sarò mai un ministro dimezzato. Devo affrontare temi molto delicati, o me li fanno affrontare a testa alta o se ne trovino un altro

Non perde quindi il tono battagliero anche con i suoi alleati, dopo che già ieri aveva detto che Letta avrebbe potuto chiederle le dimissioni, "ma poi dovrebbe spiegarlo al Paese". E nella sua difesa di funzionario pubblico, c'è anche spazio per quella di madre: "Mio figlio in questa vicenda non c'entra nulla..."

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