Cancellieri: "Ligresti liberata non su mie pressioni"

Mozione di sfiducia del M5s sul ministro della Giustizia, che oggi riferirà prima in Senato e poi alla Camera

a:2:{s:5:"pages";a:2:{i:1;s:0:"";i:2;s:60:"Cancellieri, il giorno della difesa. Mozione di sfiducia M5s";}s:7:"content";a:2:{i:1;s:9054:"

Diretta dalla Camera

Aggiornamento ore 17:37 - E' cominciata l'informativa del ministro Cancellieri alla Camera dei Deputati. Il discorso è il medesimo letto davanti ai senatori poco fa.

Dopo che la seduta di palazzo Madama si è conclusa senza votazione (M5s ha presentato una mozione di sfiducia che non è stata calendarizzata) tocca ora alla Camera accogliere l'informativa del ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri sul caso Ligresti. La diretta video dalle 17:30.

Diretta dal Senato

Aggiornamento ore 18:42 - E' terminata l'informativa del ministro Cancellieri sul caso Ligresti. Anche alla Camera gli spunti di riflessione sulla vicenda sono stati pochi, segno forse di una polemica sulla questione piuttosto sterile e tutta politica. Il dibattito alla Camera ha replicato, nella sostanza, quello già fatto al Senato poche ore fa.

Aggiornamento ore 17:14 - La seduta sull'informativa del ministro cancellieri si è conclusa senza votazione: la mozione di sfiducia è stata presentata dal Movimento 5 Stelle ma non ancora calendarizzata: il tema verrà nuovamente discusso dal Senato entro quindici giorni.


Aggiornamento ore 16:21 - Il ministro ha ribadito la possibilità di sue dimissioni se questo semplificasse la ripresa dei lavori sui provvedimenti in materia di giustizia che il governo intende varare, provvedimenti delicati e per i quali il ministro chiede fiducia del parlamento nel suo operato.

Aggiornamento ore 16:17 - Sono stata e sono amica di Antonino Ligresti per motivi non inerenti alla mia attività professionale. Anche mio figlio, con mio profondo dolore, è stato ingiustamente coinvolto nella vicenda. La conoscenza della famiglia Ligresti, sostiene in ministro, non ha mai condizionato il suo operato.

"Con la telefonata a Gabriella Fragni volevo esprimere la mia solidarietà: le espressioni utilizzate in quel contesto erano utili a manifestare empatia."

In un certo senso Annamaria Cancellieri ammette un comportamento "poco consono" alle funzioni di un ministro.

Aggiornamento ore 16:13 - La concessione degli arresti domiciliari è avvenuta unicamente ad una valutazione oggettiva e non per mezzo di ingerenze, cosa sottolineata anche dal procuratore torinese Caselli.

Aggiornamento ore 16:11 - Il ministro ha sottolineato di aver dedicato larghissima parte del suo mandato a trovare una soluzione al problema carceri, che sostiene "sul mio onore" di sentire quotidianamente nell'angoscia e nel dolore che questo le porta. Annamaria Cancellieri sostiene di avere a cuore il destino di tutti e 64mila detenuti, in particolare di quel 25% in attesa di giudizio.

"Non tutti hanno accesso al ministero della Giustizia, è una dolorosa ingiustizia che avverto."

Aggiornamento ore 16:05 - Dopo una breve cronistoria dei fatti il ministro sottolinea il primo aspetto evidente per una valutazione seria e pacata sulla correttezza della sua condotta riguarda la scarcerazione di Giulia Ligresti: non è avvenuta a seguito o per effetto di una mia eventuale ingerenza. E' stata invece frutto di una valutazione autonoma della procura e del Tribunale.

Aggiornamento ore 16 - E' iniziato l'intervento di Annamaria Cancellieri.

"Sono stati posti diversi interrogativi in relazione al mio operato, cui se ne sono aggiunti altri riguardanti il mio percorso personale e professionale."

Alle ore 16 il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri riferirà al Senato in merito alla vicenda di Giulia Maria Ligresti, che ha tenuto polemicamente banco negli ultimi giorni sulle pagine di tutti i giornali e nel dibattito politico.

Il ministro, di ritorno da Strasburgo a Roma, riferirà sul tema prima in Senato e poi alla Camera, prima di ricoverarsi per un intervento al braccio. La difesa del ministro si incentrerà sull'aspetto umanitario del suo intervento, come anticipato in una lettera ai capigruppo dello scorso 31 ottobre:

"In merito alla vicenda carceraria di Giulia Ligresti, ritengo opportune alcune precisazioni.

Tutti voi conoscete l’attenzione e l’impegno che fin dal primo giorno del mio mandato ministeriale ho riservato alle condizioni in cui versano i detenuti; condizioni che, troppo spesso, hanno portato, specialmente le persone più vulnerabili, a compiere scelte estreme.

Nel caso di Giulia Ligresti, avverto l’esigenza di precisare il senso e i limiti del mio intervento, non appena avuta conoscenza, per via diretta, delle condizioni psicofisiche della ragazza.

Era mio dovere trasferire questa notizia agli organi competenti dell’Amministrazione Penitenziaria per invitarli a porre in essere gli interventi tesi ad impedire eventuali gesti autolesivi.

Mi sono comportata, peraltro, nello stesso modo quando sono pervenute al mio Ufficio segnalazioni, da chiunque inoltrate, che manifestassero preoccupazioni circa le condizioni sullo stato psicofisico di persone in stato di detenzione.

Intervenire è compito del Ministro della Giustizia.

Non farlo sarebbe colpevole e si configurerebbe come una grave omissione.

Non c’è stata, quindi, né poteva esserci, alcuna interferenza con le decisioni degli Organi giudiziari. Nella mia comunicazione al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, non vi è stato nel modo più assoluto, come ampiamente dimostrato, alcun riferimento a possibili iniziative finalizzate alla eventuale scarcerazione della Ligresti."

La missione a Strasburgo

Questa mattina il ministro ha relazionato, davanti all'Europa, in merito ai provvedimenti per mitigare e risolvere l'annoso problema del sovraffollamento carcerario e, più in generale, della vita dei detenuti e dei secondini nelle carceri italiane: il numero dei detenuti al 17 ottobre era di 64.564 unità, la capienza regolamentare viene data in 47.599 posti letto ma in realtà sono almeno 10mila di meno, secondo la onlus Antigone. 49 i suicidi da inizio anno.

Il ministro ha presentato in Europa i provvedimenti che il governo sta attuando, ed ha intenzione di attuare, per mitigare la grave violazione degli accordi internazionali sui diritti umani dei detenuti: primo punto è la riduzione della carcerazione preventiva sulla quale hanno già inciso positivamente le norme del decreto legge "Svuota carceri", tenuto conto che sono ora "soli" 12.348 detenuti in attesa di primo giudizio, 6.355 quelli che aspettano l’appello e 4.387 coloro in attesa di sentenza definitiva.

Il ministro ha anche illustrato l'ipotesi autonoma di reato di minore gravità con una minore sanzione, nonchè la valutazione di percorsi di rimpatrio per agevolare il rientro nel paese natìo dei detenuti stranieri, una misura che sostituisca gli ultimi tre anni di pena con l’allontamento dal territorio nazionale.

L'aumento di 2000 posti letto in nuove strutture entro dicembre e di altri 4.500 entro maggio è un'altra delle misure relazionate dal ministro della Giustizia ell'Europa.

Annamaria Cancellieri è, di fatto, il primo ed unico ministro nella storia della Seconda Repubblica a parlare di amnistia e riforma sostanziale della giustizia: dal prossimo dal 24 maggio la Corte Ue potrebbe iniziare a comminarci durissime sanzioni economiche (60/70 mln di euro), causate dal sistema giudiziario e penale italiano, che fagocita esseri umani nelle patrie galere senza rispettarne i minimi diritti civili (la presunzione d'innocenza, ad esempio). In tal senso il lavoro della Cancellieri si inserisce perfettamente nella solidarietà umana (e non processuale) alla famiglia Ligresti.

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Cancellieri, il giorno della difesa. Mozione di sfiducia M5s

Questo pomeriggio il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri sarà prima al Senato (alle 15:30) e poi alla Camera (alle 17:30): il ministro leggerà un'informativa sulla vicenda delle telefonate a tutela di Giulia Maria Ligresti, detenuta due mesi e mezzo per il caso Fonsai, scarcerata e condannata i primi di settembre.

La determinazione manifestata fino ad oggi dal ministro, che sulla vicenda non sembra volersi trincerare dietro a dichiarazioni fumose ma piuttosto andare fino in fondo, l'ha condotta ieri a manifestare anche la possibilità di un passo indietro:

"Guardiamo ai fatti: per quelli voglio essere valutata, non per le ombre. Si smetta la caccia alle streghe. Sono mai venuta meno ai miei compiti durante tutti gli anni della mia carriera? Per questo voglio essere giudicata. Io non sono mai venuta meno ai miei compiti per un mio amico: non lo farei per un amico e neppure per un fratello. Operazioni politiche dietro la mia vicenda? Non sta a me dirlo però molti osservatori politici lo hanno detto con molta chiarezza. Posso anche fare un passo indietro se il Paese lo chiederà, a me interessa che il governo Letta vada avanti e continui perché è l'unica e giusta risposta ai bisogni del Paese. Ma io resterò nel governo solo se potrò farlo con piena dignità, non sarò mai un ministro dimezzato."

Un clima rovente quello che ci sarà oggi pomeriggio in Parlamento, con i maggiori partiti (Pd e Pdl) incapaci di trovare una posizione comune e oggettiva sulla vicenda e un M5s battagliero: i pentastellati hanno infatti presentato una mozione di sfiducia per il ministro della Giustizia.

"La Idem a causa dell'ICI non pagata ha dato le dimissioni in dieci giorni. La Cancellieri forse non le darà mai. Il motivo è semplice. La Cancellieri fa parte di quel mondo composto da politici, banchieri, istituzioni, finanzieri, inestricabile come una foresta pietrificata. Nessun monito da parte di Napolitano per questo scandalo per l'ingerenza di un ministro su una detenzione, avvenuta grazie a rapporti di lunga data con Ligresti."

Si legge nel blog di Grillo. Oggi, forse, la resa dei conti. ";}}

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