Lega Nord, Maroni non sosterrà Bossi alla segreteria

Roberto Maroni: "Umberto rappresenta la storia". E per le primarie del centrodestra c'è pronto Flavio Tosi

Sembra oramai insanabile la frattura politica tra il leader storico della Lega Nord Umberto Bossi ed il suo ex braccio destro (ed ex compagno di musica) Roberto "Bobo" Maroni: il terreno dell'ultimo scontro è la candidatura alla segreteria, che il Presidente Bossi ha presentato in forma preventiva alla segreteria federale del Carroccio.

La richiesta di candidatura (controfirmata da Roberto Calderoli in qualità di responsabile organizzativo del partito) è stata presentata ieri pomeriggio in vista del Congresso federale straordinario in programma il 15 dicembre prossimo a Torino; si tratta in realtà di una pre-candidatura che, per venire accettata, va corredata di almeno un migliaio di firme.

"Il sottoscritto Bossi Umberto titolare della tessera socio ordinario militante 2013 numero 001, con anzianità di militanza superiore o uguale a dieci anni consecutivi alla data del 15 dicembre 2013, volendo candidarsi alla carica di segretario federale chiede che vengano raccolte le sottoscrizioni a sostegno della sua candidatura presso i seggi preposti."

Bossi aveva più volte parlato nelle scorse settimane della possibilità di candidarsi alla segreteria della Lega al posto del segretario uscente, Roberto Maroni, che giusto la scorsa settimana si era detto contento della sua eventuale partecipazione, spiegando anche che questa volta non ci sarebbero stati giochi di potere e che l'elezione del segretario sarebbe stata decretata dalla base. La porta a Umberto Bossi è stata però immediatamente chiusa dall'attuale segretario federale, e Presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni:

"Bossi rappresenta la gloriosa storia della Lega, ma io mi auguro che ci sia un Matteo Renzi della Lega Nord che io sosterrò."

Quest'oggi Maroni, intervenendo a margine della sua visita al salone del motociclo in FieraMilano, ha invece ritoccato la mira delle sue dichiarazioni, allargando le braccia alle primarie del centrodestra invocate da Alfano e chiudendo la porta all'ormai ex leader leghista Bossi: le parole di Maroni sembrerebbero un chiaro endorsement alla candidatura di Matteo Salvini, definito "il nostro Renzi" dallo stesso governatore lombardo, che più volte negli ultimi mesi ha lanciato la sua candidatura alla segreteria federale.

Maroni ha definito "un'ottima idea" la proposta di Alfano di realizzare le primarie del centrodestra, una proposta già fatta lo scorso anno e di fatto spazzata sotto al tappeto dalla candidatura di Silvio Berlusconi a palazzo Chigi: il segretario federale della Lega è andato oltre, spiegando che la Lega ha già il suo candidato per quelle primarie, il sindaco di Verona Flavio Tosi, che già in settembre aveva avanzato la sua candidatura a leader del centrodestra.

E' la fine della vecchia guardia leghista? Lo sapremo solo il 15 dicembre.

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