Datagate, il Copasir chiede di incontrare Edward Snowden

Il vicepresidente del Copasir, Giuseppe Esposito: "I nostri servizi furono contattati per il progetto Tempora"

Interpellato dall'agenzia stampa AdnKronos, il vicepresidente del Copasir Giuseppe Esposito (Pdl), ha chiarito la posizione dei servizi segreti italiani in merito alla complessa, e ancora fumosa, vicenda Datagate: l'intelligence italiana ricevette, nell'ambito di normali attività di spionaggio e di antiterrorismo, la proposta di partecipare ad un vasto programma di intercettazioni europeo, ma declinò l'invito.

Gli accertamenti messi in atto dal Comitato parlamentare di vigilanza sulle attività dei servizi segreti, e le indagini interne messe a punto dal Dis di Giampiero Massolo, dimostrerebbero secondo il vicepresidente Esposito la totale estraneità dei nostri servizi di intelligence a questa "pesca a strascico" di informazioni:

"Da questa ultima discussione emerge però che anche i Servizi italiani erano stati interessati all'operazione 'Tempora'. Hanno però risposto in maniera pulita e corretta, dicendo che in Italia non c'era la possibilità di fare intercettazioni massive e quindi non hanno partecipato. [...] Questo accadeva a fine 2008, inizio 2009. Scatteranno accertamenti su tale periodo: vogliamo capire chi dei nostri Servizi ha trattato, in nome di che cosa, e perché di questo non vi è traccia nelle discussioni dell'intelligence."

Esposito ha spiegato che attualmente i nostri servizi segreti non risultano coinvolti in alcuna attività di raccolta dati "oscura" come Prism o Tempora:

"Si fanno perciò intercettazioni e tracciamento di tabulati, con regole precise. In Italia abbiamo una norma che è stata sempre rispettata dai nostri Servizi Segreti ma qualche altro Servizio europeo questo non lo ha fatto, intercettando milioni e milioni di persone con un sistema di fishing sulla rete, per scegliere poi quello che poteva essere utile. Ad oggi non abbiamo ancora certezza di ciò che è stato fatto."

Una posizione, quella dei nostri servizi, che Polisblog aveva già chiarito nel luglio scorso, quando Francesco Rutelli, intervistato in qualità di ex presidente del Copasir, aveva spiegato le attività di raccolta dati messa in campo dall'intelligence italiana.

In virtù delle recenti audizioni al Copasir, presieduto da Giacomo Stucchi, l'organo di vigilanza chiede di incontrare e sentire la 'talpa' del Datagate, Edward Snowden, anche per mezzo di una missione internazionale in Russia, utile per fare chiarezza sul coinvolgimento dell'Italia e degli alleati europei in questo scandalo:

"Abbiamo notizie diverse: sembra che l'intelligence di mezza Europa, in particolare di Germania, Francia, Spagna e Gran Bretagna abbiano fatto uso massivo di intercettazioni, anche sulle dorsali del Mediterraneo e dell'Oceano Atlantico, su alcune fibre ottiche delle nostre comunicazioni."

Esposito ha spiegato che da quando Catherine Ashton presiede la Commissione europea per la sicurezza gli interessi britannici hanno fortemente compromesso la difesa, in materia di sicurezza, della posizione dell'Europa, anche per colpa della scarsa collaborazione dei vari Servizi europei.

"Fin quando ci saranno le sovranità nazionali anche sulla sicurezza, non avremo rapporti tra l'intelligence europea. [...] L'Europa deve fare una grande legge europea sulla privacy e legare tutti i paesi membri a questa norma. Poi si potrà parlare di Servizi di sicurezza e di informazioni scambiate."

Via | AdnKronos

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