Greenpeace: attivisti detenuti, manifestazione sul fiume Moscova

Oggi ad Amburgo si apriva l'udienza di arbitraggio chiesta dall'Olanda, ma il ministero degli Esteri russo si è rifiutato di partecipare.

Mentre ad Amburgo si apre l'arbitraggio richiesto dall'Olanda

Greenpeace continua nella mobilitazione per chiedere la liberazione degli attivisti detenuti in Russia. Oggi, gli ecologisti dell'associazione - a bordo di gommoni sventolanti bandiere gialle con la scritta "Free Arctic30" - hanno solcato le acque del fiume Moscova, nella capitale russa, per richiamare l'attenzione sui loro compagni, ancora in carcere. Tra loro c'è anche l'italiano Cristian D'Alessandro e due giornalisti freelance.

Oggi è un giorno particolare. Presso il Tribunale Marittimo Internazionale di Amburgo, infatti, si apre il processo di arbitraggio richiesto dall'Olanda sulla vicenda Arctic Sunrise. Ricordo che gli attivisti di Greenpeace sono stati da poco trasferiti al carcere di Murmansk, ma erano stati fermati a settembre dopo l'assalto a una piattaforma Gazprom nell'Artico.

Recentemente, è venuto alla luce pure come i giudici russi non abbiano ancora derubricato l'accusa di pirateria in quella di teppismo; per la prima, si rischiano fino a 15 anni di reclusione. Sono in tutto 30 le persone in carcere, di diciotto nazionalità diverse. Attendono il processo. Se verrà riconosciuta solo l'accusa di teppismo, rischieranno comunque fino a sette anni di detenzione.

L'organizzazione ha così spiegato la manifestazione di oggi a Mosca: "Le imbarcazioni di Greenpeace hanno manifestato sul fiume Moscova in relazione all'udienza ad Amburgo, a cui il ministero degli Esteri russo ha rifiutato di partecipare. Lo scopo della protesta era attirare l'attenzione pubblica sul caso dell'Arctic Sunrise" Il comunicato si chiude con l'invito a firmare la petizione depositata presso il tribunale olandese.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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