Caselli lascia MD per un articolo di De Luca. Lo scrittore:"Non è democratico"


Secondo quanto riportato da Repubblica, Giancarlo Caselli si è dimesso da Magistratura Democratica (la corrente di sinistra dell'Associazione Nazionale Magistrati). La scelta dell'attuale procuratore capo di Torino sarebbe connessa alla pubblicazione di un articolo di Erri De Luca nell'agenda 2014 di Md.

Ivi, il poeta e romanziere, avrebbe riproposto un'analisi sugli anni di piombo che non sarebbe affatto piaciuta a Caselli. Per la verità, leggendo un brevissimo estratto dell'intervento pubblicato da Repubblica, si comprende che la tesi di De Luca non è poi così shockante. Infatti è stata già ampiamente sostenuta da storici e protagonisti dei movimenti degli anni '60 e '70. Tuttavia rimane "minoritaria", poco gradita non solo ai parenti delle vittime della lotta armata (e questo sarebbe più che comprensibile), ma anche dai "guardiani" della verità ufficiale. Scrive De Luca: "Si consumò una guerra civile a bassa intensità ma con migliaia di detenuti politici. Una parte di noi si specializzò in agguati e in clandestinità. Ci furono azioni micidiali e clamorose ma senza futuro..."

I curatori dell'agenda hanno preso le distanze dalla pubblicazione, in maniera molto maldestra. Nell'introduzione all'articolo di De Luca scrivono: "Dopo aver ricevuto e letto questo contributo è stata forte la tentazione di non pubblicarlo perché alcuni passaggi si prestano a interpretazioni ambigue che non vogliamo in alcun modo avvallare. Ma, per imitarne la conclusione, povero è il gruppo che censura uno scritto così bello, anche se altrettanto controverso. E così, eccolo qua.." Questa excusatio non petita sarebbe, secondo alcuni, la vera causa delle dimissioni di Caselli.

Forse, però, non bisogna rintracciare la motivazione delle dimissioni in queste frasi. Nell'articolo di De Luca, pare, ci sia stata anche una difesa del movimento No Tav. Come è noto lo scrittore sta sostenendo la lotta valsusina contro l'alta velocità e ha appoggiato pratiche di protesta invise alle autorità, come quella del "sabotaggio" (che lo ricordiamo è una forma di lotta formalmente "illegale" ma comunque non-violenta). Queste prese di posizioni non devono essere andate giù a Caselli, che ha sempre usato toni durissimi contro il movimento. E' facile intuire, poi, che trovare un articolo di De Luca sull'agenda di Md sia stato interpretato come un attacco personale. Ricordiamo che Caselli ha contribuito a fondare l'associazione e l'ha difesa strenuamente negli anni contro gli attacchi di Silvio di Berlusconi.

La vicenda, a nostro avviso, rivela un filo di egocentrismo da parte del procuratore capo di Torino. Forse non sarebbe stato inopportuno soprassedere su una voce critica all'interno di un volume a cui avranno accesso "venticinque lettori". Dopo i ripetuti allarmi terrorismo di Caselli, che hanno criminalizzato indiscriminatamente un intero movimento, era necessario fare ancora una volta "il protagonista"? Inoltre, rimarchiamo che Caselli, sempre prodigo di dichiarazioni a mezzo stampa, ha pensato bene di tacere dopo l’attentato incendiario del presidio No Tav di Vaie, ma né Repubblica né altre grandi testate sembrano essersene accorti. Oggi però le parole si sprecano, è già partito il leitmotiv dei media sull'eroe solitario ed incompreso.

Erri De Luca, interpellato da affariitaliani.it, si è limitato a commentare laconicamente la vicenda con una battuta: "Se si dimette da Magistratura Democratica vuol dire che non è più un magistrato democratico".

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