AQMI rivendica l'uccisione dei giornalisti francesi in Mali

Nuovi particolari sulla morte dei reporter di Radio France International.

Ci sarebbe l'AQMI, braccio di Al-Qaeda nel Maghreb islamico dietro gli omicidi di Ghislaine Dupont e Claude Verlon, i due giornalisti francesi di RFI, uccisi sabato scorso a Kidal, nel nord del Mali. Una pista che parte dalla rivendicazione giunta attraverso comunicato in arabo accompagnato dalle foto dei giornalisti, proveniente dall'organizzazione terroristica e diffusa dall'agenzia mauritana Sahara Media, giudicata plausibile anche dal capo della diplomazia francese Laurent Fabius. Un atto che sarebbe nato, secondo Le Monde che vi avrebbe avuto accesso, in risposta ad azioni definite come "crimini quotidiani commessi dai francesi contro i diritti dei maliani e dell'intervento delle forze africane e dei caschi blu contro i mussulmani dell'Azawad" (nome con il quale i Touareg identificano il nord del Mali), ma a far temere sarebbe soprattutto l'affermazione secondo la qual l'accaduto non sarebbe che un assaggio:

del conto che pagherà il presidente Français Hollande e il suo popolo per questa nuova crociata.

Particolari sull'assassinio e le indagini


Libératon e l'AFP

(Agence France Presse) svelano anche qualche altro particolare sulla morte dei due professionisti, che sarebbero stati presi in ostaggio subito dopo aver realizzato un'intervista e uccisi in seguito ad alcuni problemi meccanici che avrebbero interessato il veicolo dei rapitori, secondo un'ipotesi avanzata da Libération. E' lo stesso ministro degli Affari Esteri d'oltralpe a spiegare la situazione aggiungendo ai microfoni di I-télé:

Stiamo verificando, ma sembra plausibile dato che le precedenti rivendicazioni di AQMI erano state pubblicate nella stessa maniera (attraverso la mediazione dell'agenzia Sahara medias, NDLR)...

Crivellati di colpi, quattro per uno e sette per l'altro, i due giornalisti morti sono al centro di servizi e dibattiti sui media degli ultimi giorni, mentre spuntano altri particolari sull'accaduto e sull'intervento delle forze francesi presenti in Mali, supportati dalle dichiarazioni del colonnello Gilles Jaron:

Non c'é stato contatto con visuale né di fuoco con gli elicotteri (francesi) e i rapitori.

Nel frattempo martedì la polizia maliana ha effettuato almeno 35 arresti nell'ambito dell'inchiesta sulla morte dei due francesi i cui corpi sono stati rimpatriati lunedì e ricevuti con tutti gli onori in patria.

Via | liberation.fr/monde

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