Berlusconi, Forza Italia e la scissione nel Pdl: via alla conta

Un documento redatto da Alfano per chiedere che il governo continui la corsa, l'altro scritto da Fitto per chiedere di chiudere l'esperienza delle larghe intese. Il 16 novembre sarà il giorno dello scontro finale?

Nella mente di Silvio Berlusconi doveva essere una giornata di festa, per celebrare l'addio al Pdl e il ritorno a Forza Italia. E invece no, per niente: quello del consiglio nazionale convocato per il 16 novembre sarà il giorno della resa dei conti tra lealisti e alfaniani. Uno scontro da cui uscirà anche il verdetto sul destino del governo Letta.

I due quarantenni in rampa di lancio, Raffaele Fitto e Angelino Alfano, capiranno finalmente chi dei due potrà prendere la guida del Pdl-Forza Italia quando il Cavaliere (se mai avverrà) per scelta o per forza dovrà lasciare la guida del partito. E anche per capire se si riuscirà a restare uniti o si dovrà necessariamente arrivare a una scissione. Le due posizioni saranno riassunte in due documenti, quello che ha come primo firmatario Alfano spiega come loro "si riconoscano nella leadership di Berlusconi", ma che "disattendere le istanze di stabilità vuol dire tradire l'Italia". E il tutto, secondo Alfano e i suoi, andrebbe a solo vantaggio della sinistra.

Il testo scritto da Fitto con l'ausilio di Verdini, invece, parla di fedeltà a Berlusconi e necessità di togliere la fiducia a un governo in cui i loro principali alleati, quelli del Pd, sono pronti a "fare fuori" Berlusconi attraverso la decadenza da senatore. È inutile che Alfano si affretti a spiegare che "i due testi non sono alternativi", perché è evidente come sarà su queste due mozioni che si arriverà alla conta definitiva.

Ma quanti stanno con Alfano? E quanti con Fitto? I componenti del consiglio nazionale sono 800. Le firme sicure a favore dei governativi sarebbero 312, ma a queste se ne potrebbero aggiungere una novantina di probabili. Il consiglio, così, sarebbe spaccato a metà; a quel punto la scissione sarebbe inevitabile. Ma questi sono solo i calcoli di chi sta rapidamente schierando dalla parte di Alfano (come sembra essere il caso di Libero), altrove i calcoli sono ben diversi: secondo Il Giornale, infatti, dalla parte di Berlusconi ci sarebbero ben 650 delegati. Se così fosse, per Alfano la scelta migliore sarebbe quella di arrendersi alla volontà della maggioranza.

Difficile capire come andrà a finire, anche se lo scenario più probabile sembra quello secondo cui la maggioranza del consiglio nazionale si schiererà con Berlusconi, che darà così il via a una Forza Italia a guida dei lealisti. A quel punto Alfano probabilmente proverà a tenere in piedi il governo con le sue sole forze e dare vita all'esperimento del nuovo centro. Sperando che a lui le cose vadano meglio rispetto a quanti lo hanno preceduto.

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