Bondi apocalittico: "Non abbiamo costruito nulla di politicamente autentico. Spariremo tutti"


E'un'intervista amarissima, quella rilasciata da Sandro Bondi al Foglio di Giuliano Ferrara. Ivi l'ex sindaco del Partito Comunista di Fivizzano, finito alla corte di Berlusconi, traccia un bilancio dell'esperienza del Centrodestra di governo, dalla nascita di Forza Italia ai giorni nostri. I toni delle sue dichiarazioni sono foschi: "Questa storia è finita, dietro Berlusconi non c'era niente. In questi anni non abbiamo costruito nulla di umanamente e politicamente solido o autentico. Finisce male".

Da queste parole emerge il rimpianto per le occasioni perdute e il "disgusto" per quanto sta avvenendo nel suo partito. Il principale bersaglio polemico del suo intervento è Angelino Alfano, che in passato ha approfittato del cuore magnanimo di Berlusconi, ed ora punta solo alla sopravvivenza politica: "Alfano aspetta che il Dottore venga eliminato, fatto fuori da altri, non ha nemmeno il coraggio di scrollarsi di dosso il padrinato con un gesto d’autonomia, proponendo una sua visione delle cose, della politica, del mondo. Il suo è un equilibrismo furbo, dice e non dice. Ma non crede in niente, non ha una sola idea, attende che la mela del potere gli caschi tra le mani".

Secondo Bondi, l'imminente approvazione della Legge di Stabilità ha poco a che vedere con l'interesse del Paese, è semplicemente l'ennesimo escamotage delle colombe per sferrare un ultimo e fatale colpo al loro Padre politico. Se infatti la norma dovesse passare, per l'ex Ministro per i Beni e le Attività culturali, Berlusconi finirebbe per perdere il suo bene più prezioso: il consenso elettorale che gli è rimasto nel paese.

Inoltre, Bondi ci tiene a far sapere che se anche Berlusconi dovesse accettare i diktat del governo, perdendo così lo scranno da sentore e la sua libertà personale, "rispetterà il suo martirio", ma la stabilità non la voterà: è una questione di dignità.

Il messaggio, apocalittico, di Bondi ai colleghi felloni è molto chiaro: senza Berlusconi non sareste stati niente. Loda persino Fini e Casini, che hanno avuto il coraggio di affrontare Silvio quando era nel fulgore dei suoi anni migliori, mentre Alfano, Lupi e Quagliariello, sono "soltanto delle rape" e aggiunge: "Ma si illudono, spariranno anche loro, spariremo tutti".

Infine non manca un'autocritica. Si domanda Bondi, in quella che diventa una seduta di autocoscienza: Cosa abbiamo prodotto in tutti questi anni? La risposta non ammette repliche: "Un movimentismo doroteo che cerca il potere per il potere, che attacca subdolamente Berlusconi nel momento della debolezza. Il mio rammarico è d'aver contribuito ad allevare questa classe dirigente. Tra qualche tempo sarò fuori dal Parlamento - e qui è la voce del poeta che parla- fuori da queste miserie, come un sopravvissuto, il randagio di una storia finita molto male".

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