Letta:"In Europa dicono che ho le palle d'acciaio". Brunetta:"Operai Ilva gliele fonderebbero"


"Dicono di me che ho le palle d'acciaio (balls of steel)". Chi l'ha detto? Il nostro Presidente del Consiglio: Enrico Letta. In una intervista al giornale irlandese, Irish Times, il premier afferma che le cancellerie europee sono entusiaste del lavoro svolto finora dal suo governo. Aggiunge, inoltre, che in Europa tutti lo dipingono come un uomo "con gli attributi", che sa come fronteggiare le minacce di Berlusconi alla stabilità.

L'intervista è stata rilasciata prima della partenza per Dublino. Qui Letta incontrerà il Taoiseach (capo del governo della Repubblica d'Irlanda) Enda Kenny.
Il democristiano timido di un tempo ha messo da parte la prudenza, insegnatagli dallo Zio Gianni, e ha rinnovato la comunicazione, sulla scia del suo amico-nemico Matteo Renzi. Vi ricorderete, a tale proposito, anche l'espressione "E che, c'ho scritto (in fronte) Jo Condor?". Finì su tutte le prime pagine dei quotidiani nostrani. Inoltre, rimarchiamo che le frequenti interviste, rilasciate dal premier ai giornali esteri, non sono solo un modo per tranquillizzare i mercati e gli altri Paesi della Ue, ma anche il segnale che ha imparato la lezione di Beppe Grillo. Comunicare da "fuori" fa passare l'idea (o meglio la percezione) che non ci si mischia con il "teatrino della politica".

Il giornale irlandese tesse le lodi del nostro Enrico, ricordando ai suoi lettori che ha dimostrato in pochi mesi quanto vale. Scrive l'Irish Times: "Un mese fa Mister Letta ha fatto qualcosa che non molti nella vita pubblica italiana sono riusciti a fare negli ultimi 20 anni. Ha ingaggiato un corpo a corpo con il magnate dei media Silvio Berlusconi, lo ha costretto a fare marcia indietro e alla fine ha vinto con il cruciale voto di fiducia parlamentare".

Questo ci pare veramente eccessivo, per due motivi molto semplici. Il primo: Letta non era candidato premier ed è stata imposto dall'alto, da King George Napolitano. Se si fosse tornati alle urne probabilmente il Pd sarebbe uscito sconfitto (Renzi permettendo) e Berlusconi e Movimento 5 stelle avrebbero incrementato i loro consensi. Secondo motivo: Il vero protagonista della vittoria sul voto di fiducia è stato Angelino Alfano.

Tuttavia, con estrema deferenza alle politiche di austerity e con qualche compromesso con il blocco berlusconiano (in via di ineluttabile sgretolamento), Enrico ha saputo tenere insieme la baracca. Con astuto equilibrio da "scudo crociato" dei tempi d'oro e con prese di posizioni puntuali, il governo è rimasto in piedi e Berlusconi è all'angolo.

"Sapevo benissimo che sarebbe stato difficile, ma penso che l'Italia ha bisogno del lavoro che stiamo portando avanti". Confida Letta al giornale irlandese, che non manca di ricordargli le continue fibrillazioni a cui è stato sottoposto il suo governo. Infine il premier si concede un po' di ruffianeria diplomatica prima di partire per Dublino. Si è detto infatti ammirato per le modalità con cui l'Irlanda è uscita dalla crisi, riuscendo a mettere ordine nei conti. Inoltre, per Letta, Dublino rimane un esempio da seguire sui fondi strutturali dell'Unione Europea:"Per 30 anni, avete usato i vostri fondi Ue brillantemente".

Registriamo il commento di Renato Brunetta all'intervista di Letta, tanto per fare il punto su quanto voli alto il dibattito politico nel nostro paese: "I lavoratori dell'Ilva, se potessero, gliele fonderebbero all'istante" (le balls of steel naturalmente). Ora ci manca solo un intervento della Boldrini sul sessismo nel linguaggio politico e poi siamo a posto.

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