Nucleare iraniano: Kerry a Ginevra, Netanyahu contrario a un accordo

Il segretario di stato americano spinge per l'accordo e per alleggerire la sanzioni contro Teheran, il premier israeliano si dice non vincolato e pronto a difendersi da eventuali attacchi nucleari provenienti dall'Iran.

E' a Ginevra

Il segretario di stato americano, John Kerry, è arrivato a Ginevra per partecipare ai colloqui sul negoziato per il disarmo nucleare dell'Iran. Al tavolo ci sarà anche il capo della diplomazia dell'Unione Europea, Catherine Ashton, così come il ministro degli Esteri di Teheran, Mohammad Javad Zarif e il ministro degli Esteri francese Fabius.

Il presidente americano Barack Obama, parlando alla Nbc, ha detto che gli Usa potrebbero offrire all'Iran un "modesto alleggerimento delle sanzioni". Il Daily Telegraph parla di un accordo a breve termine per ridurre la tensione e, intanto, continuare a lavorare per un'intesa definitiva sul programma nucleare. "Raggiungere un accordo con Teheran sul dossier nucleare è di gran lunga preferibile rispetto a far aumentare le tensioni che potrebbero portare a uno scontro" ha detto ancora Obama.

Israele però continua a fare i capricci. Il premier Benjamin Netanyahu ha fatto sapere di essere contrario a un'intesa sul programma nucleare di Teheran. E le sue parole sono state riferite direttamente a Kerry, che ha incontrato Netanyahu prima di andare al summit. "Israele non è vincolato da nessun accordo e farà tutto ciò che è necessario per difendersi e per garantire la sicurezza del suo popolo".

Ieri il premier israeliano si era scagliato nuovamente contro la proposta occidentale di alleggerire le sanzioni contro l'Iran: "Un errore di proporzione storiche". Il 5+1, ossia i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza (Stati Uniti, Russia, Cina, Francia e Gran Bretagna) più la Germania, vanno comunque avanti nel dialogo con Teheran.

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