Sondaggi Primarie Pd: Matteo Renzi sempre in testa. Ma Cuperlo cresce

L'incognita della partecipazione inizia a preoccupare i piani alti.

Nella corsa alle Primarie Pd non sta andando tutto per il verso giusto, anzi: il caos sui tesseramenti gonfiati sembra aver un po' smorzato l'entusiasmo, quando manca esattamente un mese al giorno in cui si voterà per eleggere il nuovo segretario del Partito Democratico. Caos che si riflette sui sondaggi che danno il Pd in calo e Matteo Renzi un po' in difficoltà in quanto a gradimento personale. Per quanto riguarda però la competizione tutta interna in vista dell'8 dicembre, per il rottamatore le cose sembrano andare sempre per il verso giusto.

Secondo il sondaggio Demopolis per l'Espresso, Matteo Renzi è ancora ampiamente in testa alle preferenze con il 66% dei voti. Segue Gianni Cuperlo, che sembra essere in recupero e che per la prima volta sale al 21%. Staccando così Pippo Civati, che a fasi alterne sembra in grado di insediarlo. Per il "ribelle" del Pd la percentuale non sembra però schiodarsi da quel 10%. Chiude Gianni Pittella, che probabilmente sarà eliminato dalla corsa dopo il congresso (per statuto al massimo tre candidati possono presentarsi alle primarie di partito) e che non va oltre il 3%.

C'è però un'altra grossa incognita per il Pd, e riguarda la partecipazione effettiva degli elettori. Secondo il direttore di Demopolis Pietro Vento: "Appena il 16% degli elettori del PD prevede di votare per la scelta del nuovo Segretario. L’11% afferma di non avere ancora deciso; il 73% degli elettori del PD esclude invece di recarsi ai gazebo l’8 dicembre”. Al momento la forza elettorale del Pd è calcolata attorno ai 9 milioni di voti. Se andassero a votare solo quelli che al momento si dicono sicuri di farlo l'affluenza sarebbe pari a un milione e 400mila voti. Non pochi, certo, ma se così fosse sarebbe difficile gridare al successo.

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