Arrestato il sindaco "sceriffo" di Adro: favorì aziende negli appalti

Oscar Lancini, della Lega Nord, aveva fatto parlare di sé per aver tappezzato la città con il Sole delle Alpi


È stato arrestato stamattina dai Carabinieri Oscar Lancini, Lega Nord, 48 anni, sindaco di Adro in provincia di Brescia. Ora è agli arresti domiciliari. È accusato di falso in atto pubblico, turbata libertà degli incanti e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente: secondo gli inquirenti avrebbe favorito alcune aziende nella gara d'appalto per la realizzazione di alcune opere in paese.

Vi ricorderete probabilmente di lui, il sindaco leghista che, qualche anno fa, salì agli onori delle cronache per la crociata contro i genitori dei bambini che non pagavano la mensa all'asilo di Adro. Con grande scalpore, il sindaco "sceriffo", vietò i pasti ai bambini fin quando i genitori non avessero pagato il conto, una decisione che lui difese in diverse apparizioni televisive ma per cui ricevette numerosissime critiche. La vicenda si era conclusa quando un imprenditore (peraltro suo omonimo) decise di pagare la retta a favore dei genitori bisognosi.

Lo stesso Lancini che, qualche tempo dopo, forse in astinenza da palcoscenico televisivo, era tornato a far parlare di sé tappezzando le pareti del polo scolastico di Adro – significativamente intitolato a Gianfranco Miglio, l'ideologo della Lega Nord – con il simbolo del Sole delle Alpi. Entrambe le vicende avevano avuto seguiti giudiziari che però si erano conclusi in un nulla di fatto.

Per le mense, Lancini era stato indagato per vilipendio al Capo dello Stato dopo aver criticato Napolitano per aver concesso un'onorificenza all'imprenditore-benefattore che aveva saldato i conti della mensa, l'indagine poi si era conclusa in un nulla di fatto. Per il Sole delle Alpi, Lancini aveva ricevuto diverse denunce, poi la vicenda si era conclusa quando lui stesso aveva fatto marcia indietro rimuovendo i simboli.

Ora la questione è chiaramente più grave. Oltre a Lancini, che lo scorso febbraio si era candidato al Senato ma non era stato eletto, sono 24 le persone indagate nell'inchiesta. Ai domiciliari anche il segretario comunale, Carmelo Bagalà, Giovanna Frusca, il responsabile dell'ufficio tecnico del Comune Leonardo Rossi e due imprenditori edili, Alessandro Cadei e Emanuele Casali.

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO