Legge di Stabilità: in arrivo migliaia di emendamenti. Il Pdl propone la vendita delle spiagge

Il centrodestra chiede anche la rottamazione delle cartelle esattoriali, mentre il Pd punta l'attenzione sulle pensioni.

A mezzogiorno di oggi, sabato 9 novembre 2013, scade il termine per la presentazione degli emendamenti alla legge di Stabilità in commissione Bilancio al Senato, ma intanto già da ieri ne sono stati annunciati centinaia da parte di tutte le principali forze politiche, per un totale che dovrebbe superare i tremila emendamenti. Solo i partiti di maggioranza, Pd e Pdl, che fanno parte del governo Letta, ne hanno annunciato oltre cinquecento a testa.

Le proposte sono varie e disparate e tra quelle che finora hanno suscitato più clamore c'è la desmanializzazione degli stabilimenti balneari che, secondo il Pdl, porterebbe nelle casse dello Stato 4-5 miliardi di euro. Il relatore del partito del Cavaliere, Antonio D'Alì, ha anche annunciato che per raddoppiare le risorse per il cuneo fiscale in favore dei lavoratori verrà chiesto di far arrivare risorse attraverso la rottamazione delle cartelle esattoriali con una revisione del sistema sanzionatorio e l'estensione agli enti territoriali delle procedure Consip (Concessionaria Servizi Informativi Pubblici, la società per azioni pubblica che ha come unico azionista il ministero del Tesoro).

Per quanto riguarda la proposta della vendita delle spiagge, ci sarà certamente battaglia dura. Intanto i primi a reagire sono stati i Verdi che attraverso il loro leader, Angelo Bonelli, hanno definito questa idea un "delitto contro gli italiani che verrebbero derubati di un bene comune che appartiene a tutti" e hanno detto di essere pronti a incatenarsi al Parlamento per fermare "questa indecenza che non esiste in nessun altro Paese europeo".

Il Pd, invece, ha posto l'attenzione soprattutto sulle pensioni. Il senatore Giorgio Santini, relatore del disegno di legge, ha annunciato che alcuni emendamenti del suo partito mirano a stoppare le deindicizzazioni delle pensioni delle fasce meno elevate, cioè quelle comprese tra 1.500 e 3mila euro lordi, con un contributo di solidarietà da applicare a un maggior numero delle cosiddette "pensioni d'oro", tutto questo attraverso un sistema che non deve essere passibile di incostituzionalità come invece è accaduto in passato. Inoltre, il Pd chiederà che nel 2014 i lavoratori 62enni che stanno per andare in cassa integrazione possano andare in pensione in base alle regole che erano in vigore prima della riforma Fornero.

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